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Libri proibiti – The Librarians

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VOTO: 7

Pagine “bandite”

Il 10 maggio 1933 decine di migliaia di volumi furono bruciati in quel di Opernplatz (oggi Bebelplatz) a Berlino e in altre città tedesche. Vittime di quelle distruzioni di massa passate alla Storia una serie di opere ritenute nemiche dell’ideologia del Terzo Reich, firmate da autori come Karl Marx, Sigmund Freud, Albert Einstein, Stefan Zweig, Thomas Mann, Bertolt Brecht ed Ernest Hemingway. Promotore di quell’ignobile operazione fu l’associazione studentesca nazista Deutsche Studentenschaft, sostenuta dal ministro della Propaganda Joseph Goebbels, con il dichiarato intento di eliminare la cultura ebraica, marxista, pacifista e ogni espressione considerata “degenerata” o contraria allo spirito tedesco.Non è caso che quelle stesse tremende e scioccanti immagini vengano rievocate e mostrate in un documentario potente e di grande attualità che vede ancora una volta dei libri, 850 per la precisione, finiti in una black list, messi al bando e con essi i contenuti, le tematiche e le storie custodite tra le loro pagine. La pellicola in questione è Libri proibiti (The Librarians) in uscita nelle sale nostrane con Wanted Cinema dal 28 al 30 settembre 2026 dopo l’anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2025 e il passaggio nello stesso anno alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle.
A firmare la regia la pluridecorata documentarista Kim A. Snyder, candidata all’Oscar per il precedente Death by Numbers, che con la sua macchina da presa ha attraversato gli Stati Uniti per raccontare dall’interno una battaglia sempre più accesa: quella contro la rimozione dei libri da scuole e biblioteche. Dal Texas alla Florida, dalla Louisiana al New Jersey, il film ricostruisce come le contestazioni nate a livello locale si siano trasformate in un movimento coordinato e in un tema nazionale, mettendo al centro la libertà intellettuale e il diritto di accesso alle idee. Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto libri che affrontano temi legati alla razza, all’identità di genere e alla sessualità, diventati terreno di un confronto che investe scuole, biblioteche e intere comunità.
Protagoniste sono le bibliotecarie finite in prima linea nello scontro: una veterana dell’esercito licenziata dopo essersi rifiutata di rimuovere alcuni libri, una bibliotecaria del New Jersey che indaga sulle campagne organizzate arrivate nel proprio distretto scolastico e una collega della Louisiana che racconta di aver ricevuto minacce di morte per il proprio impegno contro la censura. Attraverso le esperienze di queste donne, il documentario trasforma la battaglia intorno agli scaffali in una riflessione più ampia su chi possa decidere quali storie leggere, quali idee possano circolare e quali voci abbiano diritto di essere ascoltate.
Alternando interviste, materiali d’archivio e riferimenti alla cultura e alla storia americana, la Snyder prosegue un percorso cinematografico dedicato ad alcuni dei nodi più complessi della società a stelle e strisce, con la mente che non può non andare a opere come Lessons from a School Shooting: Notes from Dunblane, Us Kids e il già citato Death by Numbers. Lo fa costruendo, con una confezione e un’architettura lineari e classiche per approccio e resa, un racconto che con la consueta capacità performativa in grado di scavare e approfondire con chirurgica precisione e attenzione alle implicazioni umane che ricorda quella della connazionale Barbara Kopple (vedi il recente Union Town), va oltre la cronaca per interrogare il significato stesso della libertà di accesso all’informazione. Tematiche universali e dal peso specifico rilevanti, queste, che la filmmaker e producer della Pennsylvania ha dimostrato di avere particolarmente a cuore, trasformandole nella materia prima incandescente di un film che va diritto al sodo attraverso coraggiosi e significativi esempi di lotta e resilienza.

Francesco Del Grosso

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