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15/18

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VOTO: 7,5

I ragazzi del 15/18

Il primo film francese mostrato al pubblico dell’83esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è 15/18 (A Place to Heal), che segna il ritorno in concorso di Cédric Kahn dopo il suo precedente Making Of.
Ambientato in un reparto psichiatrico che accoglie ragazzi problematici tra i 15 e i 18 anni, la storia si presta a una narrazione corale che ci fa respirare appieno la rumorosa vita all’interno di queste mura. Seppure risulti evidente che sia in atto un compromesso cinematografico per cui alcune situazioni vengano edulcorate ai fini di confezionare un prodotto più digeribile, apprezzabile anche dal grande pubblico, il soggetto viene trattato con estrema cura e rispetto: il minore non viene mai giudicato, e tramite gli intensi colloqui con i genitori viene anzi posta enfasi sulle difficili condizioni familiari che hanno contribuito a generare i presupposti per il ricovero. In un film che ripone ogni sua speranza nei suoi giovani interpreti, chiamati frequentemente a inscenare crisi e litigi, la cosa più sorprendente di 15/18 è il cast. Non solo l’astro nascente Malou Khebizi, che abbiamo conosciuto in concorso a Cannes 2024 con Una ragazza brillante e che da allora sta accumulando ruoli di spessore, ma anche una moltitudine incalcolabile di straordinari attori emergenti, che testimonia la sovrabbondanza di risorse del cinema francese. Lo stesso Cédric Kahn si mette in gioco davanti alla cinepresa, vestendo i panni del primario del reparto. Nell’osservare il loro percorso di riabilitazione affiorano complicità, amori e frustrazioni; tutti elementi che conferiscono a questo esercizio di empatia una credibilità emotiva, nonostante l’obiettivo fosse raggiungere una catarsi che non arriva mai completamente a manifestarsi. Le cause di questa mancanza sono da ricercare in un atto finale che abbandona l’impostazione corale, scelta più spiazzante che ambiziosa, ma soprattutto incompatibile con la necessità di capitalizzare su tutti i personaggi seguiti fino a quel momento. Se inizialmente è infatti l’ammiccante Lucia di Malou Khebizi a rivestire il ruolo provvisorio di protagonista, ben presto diventa chiaro che non saranno applicati favoritismi in termini di retroscena e sfaccettature. È proprio questa distribuzione democratica dell’attenzione all’interno di un microcosmo che si eleva esso stesso a entità tangibile, uno dei maggiori pregi del film, a rendere problematico il momento in cui la narrazione sceglie di affidare le sue battute finali a un personaggio che non è pronto a sostenere tutto il peso della narrazione sulle sue spalle.
I ragazzi sono tutti profondamente ispirati alla realtà, frutto della ricerca sul campo di Kahn in collaborazione con la sceneggiatrice Kahina Le Querrec. A prendere forma sono stati anche gli operatori sanitari, su cui pesa la responsabilità di preservare il fragile equilibrio su cui poggia questo complesso ecosistema che accoglie senza distinzione adolescenti di ogni origine e classe sociale. Tra questi un giovane tirocinante che si cimenta nei suoi primi colloqui, e che con la sua inesperienza mette indirettamente in evidenza come non esista un metodo universale per comunicare con ognuno di loro, e che pazienza, tatto e sensibilità sono doti essenziali per poter fare questo lavoro. All’interno della collettività, l’individualità scalpita infatti ancora di più per farsi notare, manifestandosi attraverso pulsioni autodistruttive imprevedibili. Sarà l’arrivo di Enzo, diciassettenne pregiudicato che l’ospedale è costretto ad accogliere, a mandare tutto a monte, introducendo nel reparto il suo esplosivo desiderio di libertà e aprendo la storia a un pericoloso triangolo amoroso.
15/18 è quindi, in definitiva, l’ennesima prova registica di successo per Cédric Kahn, un film dalla sceneggiatura fatalmente imperfetta che non sconvolgerà le sorti della corsa al Leone d’Oro, ma che materializza sul grande schermo, grazie soprattutto all’energia dei suoi giovani interpreti, una sensazione rinvigorente di speranza.

Alessio Vinciguerra

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