Home In sala Uscite della settimana Passenger

Passenger

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VOTO: 6,5

Horror notturno on the road 

Il regista e sceneggiatore norvegese André Øvredal, autore dell’inquietantissimo e bellissimo The Autopsy of Jane Do, oltre che di Scary Stories to Tell in the Dark e L’ultimo viaggio della Demeter, torna dietro alla macchina da presa per dirigere Passenger, l’horror on the road in uscita nelle sale dal 21 maggio 2026.

Il lungometraggio ha un’apertura in media res, nella quale lo spettatore viene catapultato a bordo di una vettura in viaggio su una statale che attraversa una fitta boscaglia in piena notte, illuminata solamente dai fari dell’auto. La tensione è palpabile, e i dialoghi tra i due occupanti del veicolo sono ameni quel tanto che basta per indurre a pensare che qualcosa di brutto invece stia per accadere. Una sosta forzata richiesta dal passeggero per urinare è l’evento scatenante. Un’entità maligna è in agguato e l’inizio del film  rievoca immediatamente Dead End di Jean- Baptiste Andrea e Fabrice Canepa. Il cineasta norvegese dimostra di girare con maestria e la messinscena è raffinata, con una gestione della suspense che riesce a mettere i brividi, per un horror non originale ma efficace. Gli echi, o le influenze di altri film si fanno infatti sentire, e di certo non mancherà ai più avvezzi del genere di cogliere affinità con It Follows di David Robert Mitchell.

La paura della strada isolata è uno dei topoi di Passenger, che alimenta il suo alone di inquietudine, giocando sui numeri delle persone scomparse durante i viaggi notturni on the road, facendo rabbrividire con le statistiche dei dispersi. La presenza maligna è costantemente in agguato e la percezione di essere braccati è uno degli elementi di forza del film, rievocando la medesima sensazione provata nel lungometraggio di Robert Harmon, The Hitcher – La lunga strada della paura. Il cult assoluto con un Rutger Hauer inquietante e sadico, nella sua iconica interpretazione di John Ryder, incarnazione inarrestabile del male puro. André Øvredal ha fatto vibrare le corde giuste, concentrandosi sull’orrore psicologico della vita da camper, e sul senso di isolamento che si diffonde durante la visione di Passenger grazie ad una regia curata nei dettagli. È memorabile una scena nel bosco, che presenta la coppia dei camperisti Tyler e Maddie, cui prestano il volto Jacob Scipio e Lou Liobell, mentre guardano sul videoproiettore in mezzo al nulla il film Vacanze romane di William Wyler. Il contrasto con la commedia sentimentale con Gregory Peck e Audrey Hepburn è d’impatto, ancor di più quando la loro tranquilla visione notturna viene interrotta dalla presenza demoniaca. I giochi di luce nella selva buia sono suggestivi e la fotografia di Federico Verardi, insieme ai movimenti di macchina del regista, forniscono un’estetica avvolgente, e brividi assicurati.

La sceneggiatura ad opera di T.W.Burgess e Zachary Donoue, benché presenti tutti gli elementi necessari allo sviluppo di una trama horror efficace, non offre soluzioni del tutto originali, compreso un finale poco ispirato. A fare la differenza è sicuramente la regia di André Øvredal, che lascia il segno grazie alla sua visione d’insieme, alla tensione che genera, anche con una creatura demoniaca non particolarmente memorabile, ma che appare nei momenti giusti. In un racconto per fotogrammi horror che si lascia guardare pur senza esaltare troppo, e che usa ad hoc il brano The Passenger nella versione di Siouxsie and the Banshees.

Fabrizio Battisti

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