Roy Keane vs Mick McCarthy
Non è la prima volta che l’Irish Film Festa propone quale evento di chiusura non l’opera cinematografica in assoluto più bella della selezione, bensì una delle più godibili, accattivanti, ritmate, appassionanti e piacevoli da seguire. L’edizione 2026 del festival non ha fatto altro che confermare tale tendenza, per quanto ci riguarda. Sebbene a tale giudizio contribuisca senza ombra di dubbio la nostra grande passione per i film sportivi. Saipan di Lisa Barros D’Sa e Glenn Leyburn ripercorre infatti con toni divertiti e un po’ di pathos l’antagonismo feroce creatosi tra l’allenatore della nazionale irlandese Mick McCarthy e il capitano Roy Keane, all’epoca star del Manchester United e naturalmente della sua nazionale, alla vigilia dei Mondiali del 2002 organizzati da Giappone e Corea del Sud.
Ve lo confidiamo candidamente. Di quel mondiale vinto poi dal Brasile, sono altri gli episodi che ci si sono maggiormente sedimentati nella memoria, dallo scandaloso arbitraggio di Byron Moreno dell’infausta partita tra Italia e Corea del Sud (squadra che, beneficiando di analoghi “favori”, avrebbe in seguito eliminato una fortissima Spagna) ai così sorprendenti e finora irripetibili piazzamenti della stessa Corea (quarta) e soprattutto della Turchia, giunta incredibilmente terza.
Avevamo cioè in parte rimosso la devastante polemica interna allo spogliatoio che scosse il ritiro irlandese in Estremo Oriente, diventando un vero e proprio caso nazionale seguitissimo dai media e persino dai vertici politici del paese. Ripercorrendone le diversi fasi nel pepato biopic sportivo di Lisa Barros D’Sa e Glenn Leyburn, ci siamo facilmente convinti che simili accadimenti meritassero a tutti gli effetti, se approcciati nel modo giusto ossia questo, di comparire in un lungometraggio di finzione.
Saipan, per l’appunto. Il titolo del film rimanda a un’isola del Pacifico che (come ricordato in alcune immagini di repertorio) fu teatro durante la Seconda Guerra Mondiale di accesi combattimenti tra gli Alleati e i Giapponesi, per trasformarsi poi alla vigilia dei già menzionati Mondiali in teatro di una meno cruenta ma alquanto spigolosa querelle tra due autentiche bandiere dell’EIRE, in campo calcistico. Una rivalità sportiva con tutti i crismi per diventare leggenda, quella tra Mick McCarthy e Roy Keane. Il primo, irlandese d’origine ma con cittadinanza inglese, prima di diventare allenatore era stato un difensore roccioso e soprattutto una delle colonne di quell’Irlanda che ai Mondiali del 1990, in Italia, seppe ottenere i risultati migliori di sempre. Mentre Roy Keane, nativo di Cork, nei primi anni Duemila era il campione e leader indiscusso di quella nazionale. Una serie di circostanze, tra cui lo sgangherato e male organizzato ritiro a Seipan imposto loro dalla Federazione (e difeso con atteggiamento un po’ troppo “aziendalista” anche dal Commissario Tecnico), finirono per farli scontrare con una vemenza tale, da averci ricordato tra i tanti riferimenti possibili gli ultimi, faticosissimi mesi di Francesco Totti nella Roma di Spalletti. Con esiti persino più catastrofici, se si considera che l’orgoglioso Keane arrivò ad abbandonare il ritiro e autoescludersi così dall’attesissima competizione mondiale (in cui gli irlandesi fecero tra l’altro un cammino tutto sommato onorevole, fermandosi agli ottavi e per di più ai rigori) pochi giorni prima dell’inizio ufficiale.
Come detto sagacemente dalla direttrice del festival Susanna Pellis, c’è forse una sola nota fuori posto in questa vivace ricostruzione filmica di quanto accaduto nel Pacifico: il logo taroccato della Umbro, inserito probabilmente così nel vestiario della squadra per un problema di diritti. Per il resto Lisa Barros D’Sa e Glenn Leyburn hanno trovato un equilibrio davvero felice tra un approccio semi-documentaristico alla celebre diatriba (con tanto di filmati reali sui titoli di coda) e ricostruzioni tendenti al grottesco, romanzate quanto basta, delle disavventure della squadra nella remota isoletta. Con attori decisamente in palla (quella rotonda destinata a un uso calcistico, qui, non quella ovale del rugby) come Steve Coogan (Mick McCarthy) ed Éanna Hardwicke (Roy Keane) a impersonare energicamente i due antagonisti.
Stefano Coccia









