The animal that therefore I am

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7.0 Awesome
  • VOTO 7

Siamo nudi agli occhi degli animali

Cosa vede l’animale quando mi guarda? E soprattutto, qual è il confine tra uomo ed animale? A questa domanda tentò una risposta il filosofo, saggista ed epistemologo francese Jacques Derrida, nel corso di una lunga conferenza, “The Autobiographical Animal,” poi raccolta, postuma, nel libro The Animal That Therefore I Am, di cui la regista olandese Bea De Visser ha dato una personale interpretazione nel suo cortometraggio omografo.

In una stanza, chiusa ma aperta verso il mondo, una donna (specie solitaria nell’universo) e tre animali (una maestosa aquila, un aggressivo cane lupo ed un timido coniglio) si studiano a vicenda, si guardano, interagiscono, inquietanti eppure ammaliati nelle varie prospettive, mentre l’obiettivo si alterna tra visioni d’insieme, soggettive e splendidi primi piani che mettono in risalto la fiera rapacità del predatore, il terrore negli occhi del leporide che prende voce nel suo straziante zigare, l’aggressività del canide mista a giocosità. La donna si muove eterea, ponendosi interrogativi: cosa vede l’animale quando mi guarda? Vede la mia nudità, la mia vergogna? Una riflessione filosofica sull’alterità animale-uomo non può esimersi dal confronto di sguardi: la regista colloca il suo punto di vista sulla frontiera fra sguardo animale e umano per dar inizio alla sua.

Michela Aloisi

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