Polar

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

Tra cinema e fumetto

Continua il periodo positivo per Netflix, ormai capace di riempire il proprio archivio con film di propria produzione di ottima fattura. Polar non rientra esattamente in questa categoria, ma il film diretto dal regista svedese Jonas Åkerlund rappresenta comunque una nota positiva e l’inizio di una possibile saga dedicata ad un personaggio. Polar nasce come una trasposizione di un fumetto (Polar per l’appunto; scritto da Victor Santos). Il film ruota tutto intorno ad un personaggio, Duncan Vizla (interpretato divinamente da Mads Mikkelsen), spietato assassino al soldo di una corporazione prossimo ormai alla pensione. Vista la sua efficienza nel non sbagliare un colpo e non provare alcun rimorso per le vittime che assassina, Vizla si è guadagnato il temibile soprannome “Il kaiser nero”. L’assassino, sulla soglia dei cinquant’anni (elemento determinante nel film, capirete quando lo vedrete), è prossimo alla pensione e ad una discreta somma di denaro come liquidazione. Il killer si rifugia così in un remoto paesino che ricorda le ambientazioni dei piccoli borghi dell’Alaska dove neve e gelo la fanno da padrone. Ma non è il freddo polare a fungere da titolo al film. Vizla scoprirà ben presto di essere finito in una cospirazione ordita dal suo ex capo e dovrà presto difendersi dagli scagnozzi e dai sicari inviati da esso.
Il film non ci ha propriamente convinto del tutto. Il regista svedese ha improntato la sua pellicola sul genere violento con costanti spargimenti di sangue degni dei migliori splatter. Non un capolavoro a livello visivo. Tuttavia, guardando il film, il tempo scorre piacevolmente, anche perché il personaggio di Mikkelsen attrae lo spettatore che è così ipnotizzato dalle sue gesta – le quali hanno persino un fondo di cavalleresco – tanto da voler a tutti i costi vedere come finisce la storia. Persino durante le scene di tortura, nelle quali il protagonista sembra sull’orlo di cedere, il pubblico percepisce che non è la fine e che il personaggio ha sempre un asso nella manica. L’interpretazione di Mikkelsen è forse l’unica carta vincente e originale di un film che ha dei cliché che conosciamo molto bene. Basti osservare le scene delle sparatorie; difficile non paragonare Duncan Vizla ad un sosia di John Wick; freddo e spietato. Forse è proprio dalla saga del celebre killer, interpretato da Keanu Reeves, che Åkerlund ha voluto ispirarsi carpendone più elementi possibili. Polar è uno di quei film che si concentra esclusivamente sul personaggio principale limitando la sua attenzione ai cosiddetti villain, sicari capitanati da Mr Blut (Matt Lucas) il quale è il mandante della cospirazione contro Vizla. Le azioni compiute da Vizla/Mikkelsen, concedono al film quella sufficienza piena nonostante l’orrore estetico messo in quadro dagli scenografi, specie nelle riprese interne, e le luci di non eccelsa fattura. A salvare il regista e il film sono le riprese in esterna dei magnifici paesaggi innevati dove il protagonista si rifugia al termine del suo contratto di lavoro.
Guardando Polar tuttavia, si ha la consapevolezza di “leggere” un vero e proprio fumetto, visti anche i costumi di molti personaggi. Nell’insieme, nonostante la pochissima originalità, il film risulta comunque gradevole e degno di una visione. Difficile che possa però eguagliare il successo raggiunto dal precedente capitolo Netflix Bird Box.

Stefano Berardo

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