Bird Box

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7.0 Awesome
  • voto 7

Non aprite gli occhi!

Netflix augura a tutti buone feste pubblicando l’ennesimo film di sua produzione. Il 21 dicembre infatti, la piattaforma streaming ha diffuso Bird Box, lungometraggio diretto da Susanne Bier ispirato all’omonimo romanzo scritto da Josh Malerman. Il romanzo, così come il film, è ambientato in un’epoca post apocalittica in cui l’umanità viene invasa da strane creature che, se guardate, portano la persona ad avere comportamenti tendenti al suicidio. La storia gira intorno a Malorie – interpretata da Sandra Bullock – una donna incinta, abbandonata dal compagno e con una sorella particolarmente oppressiva che ha il volto di Sarah Paulson. La donna è destinata ad assistere al momento in cui le creature – che in un’ottima prova di regia non vengono mai inquadrate, come i tedeschi nel Dunkirk di Christopher Nolan – arrivano nella sua città, portando l’umanità a suicidi di massa e gettando l’intero pianeta nel caos. Fortunatamente, durante la fuga, la donna raggiunge una casa dove un gruppo di persone si è rifugiata nel tentativo di scampare al massacro. Con il passare del tempo però, quello che doveva essere un rifugio sicuro, inizia a diventare un luogo nel qual vige la legge del “chi è più forte sopravvive”.
La sceneggiatura è intrecciata e non lineare. Ad una parte del racconto, mostrato al passato, in cui la donna cerca di sopravvivere con gli altri del gruppo, si interseca il presente nel quale lei, insieme ai due bambini di cui uno è suo figlio, tenta di guadare il fiume per raggiungere una comunità di sopravvissuti con la quale ha avuto contatti radio nel passato.
Il film tende ad assumere un tono più claustrofobico essendo gran parte ambientato in spazi stretti. Oltre a ciò, l’impossibilità di non poter guardare niente e di girare con gli occhi bendati, aumenterà l’ansia tra i personaggi del film che inevitabilmente la ripercuotono sullo spettatore. Chi guarderà il film infatti, rimarrà affascinato e anche un po’ spaventato dal come si muoveranno gli attori all’interno della pellicola. Bird Box è comunque un film molto gradevole in cui lo spirito di sopravvivenza e il coraggio la faranno da padrone; e se la protagonista è interpretata da Sandra Bullock, ci si aspettano solo prestazioni di alto livello. Ed in effetti è così. La cinquantaquattrenne nata ad Arlington regala nuovamente al pubblico un’interpretazione superba. La passione e le emozioni che la Bullock riesce a far emergere attraverso la telecamera, si percepiscono anche se di mezzo c’è uno schermo. Coadiuvata da un cast all’altezza della situazione con diversi nomi altisonanti come John Malkovic, Rosa Salazar, Tom Hollander, BD Wong, Trevante Rhodes e la già citata Sarah Paulson, la Bullock prosegue nel suo straripante momento di forma che le garantisce quel meritato successo di cui è circondata tutt’oggi. Manca però la colonna sonora che magari avrebbe garantito un pizzico di inquietudine in più al pubblico. Tuttavia, la presenza di momenti di panico e di alcuni colpi di scena nei quali la paura non mancherà, permette al film di soppesare alla mancanza della musica di sottofondo. D’altronde, ci saranno molti effetti sonori con effetti scenografici che non mancheranno di far percepire spavento e preoccupazione.
Bird Box non è una pellicola adatta al periodo natalizio, ma tutto sommato è un film ben fatto che rinforza un genere particolare – quello dell’horror dramma post apocalittico – nel quale troviamo altri film quali E venne il giorno (con Mark Walhberg) o The Road (con Viggo Mortensen). Un genere di cinema nel quale l’umanità si trova continuamente minacciata e sull’orlo dell’estinzione, nel quale la differenza la fanno solo uomini e donne con una buona dose di coraggio e, soprattutto, con qualcuno da proteggere a cui garantire un futuro pacifico.

Stefano Berardo

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