Non contate su di noi

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8.0 Awesome
  • VOTO 8

Amori tossici

Il primo giorno
che ho messo un piede alla EMI
mi hanno guardato
sembravano tutti un po’ scemi.

Claudio Lolli, “Autobiografia industriale”

La scena, così emblematica, in cui un giovanissimo Maurizio Rota si presenta controvoglia per un provino negli studi della RCA, ci ha fatto immediatamente tornare in mente i versi della bellissima canzone di Claudio Lolli, Autobiografia industriale. Anche se lì l’emblema dell’industria culturale ipocrita e grossolana era la EMI. Il discorso però cambia poco: analogo, nel film di Sergio Nuti, è il disagio espresso da Rota al momento di proporre la sua bellissima Strade de borgata a una ristretta platea di burocrati della canzone, che potrebbe non comprenderne l’urgenza profonda o, peggio ancora, rimaneggiarla per biechi fini commerciali.

Abbiamo scelto un punto di vista apparentemente marginale, nell’economia narrativa di Non contate su di noi, perché in esso al contrario ci sembra condensata la filosofia di un’opera cinematografica che nel 1978, anno della sua realizzazione, rappresentò un vero e proprio momento di rottura. Ed è un peccato che l’unico lungometraggio di finzione girato da Sergio Nuti, notevolissimi i suoi trascorsi come montatore, sia stato pressoché una meteora, finendo in seguito nella lunga lista dei film italiani praticamente invisibili; un po’ per complicate vicissitudini distributive e un po’, ci viene da pensare, per la natura scomoda del soggetto.
Del resto Sergio Nuti arrivò a raccontare la quotidianità della tossicodipendenza avvalendosi di un approccio immersivo, che entra con franchezza nelle traiettorie esistenziali dei personaggi, rapportandosi a loro senza retorica e al di là di qualsivoglia pregiudizio morale. Tutto ciò, è il caso di rimarcarlo, cinque anni prima che uscisse il fondamentale Amore tossico di Claudio Caligari!
Lode quindi a chi si è adoperato, ultimamente, per ridare visibilità a questo gioiello del cinema italiano rimasto troppo a lungo impolverato. Proprio una settimana fa, lunedì 18 marzo, la Casa del Cinema ha ospitato una proiezione della versione restaurata di Non contate su di noi cui è seguito l’interessante incontro moderato da Michele De Angelis, al quale hanno partecipato diversi addetti ai lavori vicini a tale vicenda: i due figli del regista, scomparso da qualche anno, assieme al produttore Manfredi Marzano, alla giornalista Gloria Satta, a Daniela Currò della Cineteca Nazionale (direttamente coinvolta, quindi, nelle operazioni di restauro) e a due cineasti, Silvano Agosti e Marco Tullio Giordana, che con lo stesso Sergio Nuti avevano un legame assai stretto.

Molti gli aneddoti e le riflessioni di un certo spessore, che i presenti hanno voluto condividere con il pubblico. Al già menzionato Michele De Angelis e al suo socio Simone Starace va inoltre il merito di essere intervenuti nell’home video, per prolungare la memoria del film attraverso questa curatissima uscita in DVD e BLU-RAY, targata Penny Video, che si fa forte proprio dell’ottimo restauro sommandovi poi alcuni extra alquanto stuzzicanti: dal recupero di una scena tagliata all’epoca, poiché giudicata eccessivamente spinta, alle interessanti testimonianze di Manfredi Marzano e Marco Tullio Giordana.

Stefano Coccia

Non contate su di noi
Regia: Sergio Nuti
Italia 1978
Durata: 120
Cast: Francesca Ferrari, Maurizio Rota, Sergio Nuti, Francesco Scalco e Antonio Spoletini.
Lingue: Italiano mono 2.0
Sottotitoli: Inglese / Tedesco
Extra: Interviste a Manfredi Marzano e Marco Tullio Giordana / Scena tagliata / Booklet di 24 pagine a cura di Domenico Monetti e Luca Pallanch

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