Una crudele fantasmagoria
Dopo aver elogiato la Menzione Speciale assegnata dalla giuria del Concorso Europeo Cortometraggi a TV or the Disturbance on Forest Hill Road dello svizzero Frederic Siegel, dopo aver espresso di sguincio qualche perplessità su The Leader Will Come del belga Michiel Geluykens vincitore di tale sezione e dopo aver apprezzato anche il Premio del pubblico Anello d’Argento Concorso Internazionale Cortometraggi a First Sight di Andrew McGee, torniamo volentieri sui corti del Ravenna Nightmare Film Fest 2025 per il Premio Associazione Deserto Rosso assegnato sempre nel Concorso Internazionale Cortometraggi a Les Bêtes di Michael Granberry.
Altro riconoscimento, quello in questione, che ci trova fondamentalmente concordi, sia in virtù della direzione poetica imboccata da tale lavoro che per la notevole qualità estetica delle scelte formali, realizzative.
Difatti Les Bêtes è innanzitutto un corto girato utilizzando al meglio le possibilità offerte dall’animazione a passo uno. Quando si fa ricorso a una simile tecnica oltre alla creatività è l’esperienza il fattore fondamentale. E questa prerogativa non difetta certo all’americano Michael Granberry, che se ne era già avvalso collaborando, ad esempio, con progetti di autori importanti, vedi il Pinocchio di Guillermo Del Toro o Anomalisa di Charlie Kaufman.
In Les Bêtes la stop motion si presta invece ad animare una sarabanda infernale, una sfilata di immaginifici esseri idealmente al bivio tra Fantasia di Walt Disney e l’onirismo ipertrofico dell’inarrestabile parata, che avevamo ammirato a suo tempo in Paprika di Satoshi Kon. Le incredibili creaturine d’ogni foggia e dimensione qui schierate da Michael Granberry sono così chiamate, grazie alle chiavi magiche collezionate da un tetro ed enigmatico coniglio gigante (Donnie Darko docet, evidentemente), ad allietare e intrattenere una crudele razza umanoide, che nel bel mezzo di un lauto banchetto ne farà scempio. Andando poi incontro, però, a una meritata punizione, da cui la labirintica dimensione magica esplorata dall’autore uscirà comunque rigenerata.
Fantasmagoria messa in scena a briglia sciolta, fiaba dark, frangia di un universo grottesco dal notevole potenziale, Les Bêtes seduce quindi lo sguardo con le sue strabilianti e artigianali invenzioni, lasciando inoltre un giusto margine di riflessione sul comportamento di volta in volta generoso o disumano delle creature ivi rappresentate.
Stefano Coccia









