Tutti i colori della Street Art
Un documentario che nasce da un reportage, classico eppure al tempo stesso frizzante e colorato, un’inchiesta che sfiora il thriller legale: è La Zona di Paolo Maggi, la storia di un progetto di recupero urbano alla periferia di Bologna che si espande verso il centro storico tra entusiasmo e pregiudizi dei residenti.
Diviso in due parti, corrispondenti alle due settimane di lavorazione, La Zona racconta di come l’associazione Serendippo ha portato i suoi artisti, writers e poeti, nel centro civico Michelini (dedicato al capitano partigiano Lino ‘William’ Michelini) di via Gorki a Corticella, nel quartiere Navile, per ridargli nuova vita. Maggi descrive il rapporto tra i cosiddetti ‘graffitari’, pittori a cielo aperto che usano i muri come tele per le loro opere e gli abitanti del quartiere, grandi e bambini, mostrando come la diffidenza iniziale possa essere cancellata dalla reciproca conoscenza. Nella seconda parte, si cambia registro; spostatosi nel quartiere Santo Stefano per un nuovo progetto di RUSCo, recupero urbano spazi comuni, nonostante la richiesta formale, i permessi, le autorizzazioni, l’associazione Serendippo si è trovata nell’occhio di un vero ciclone legale tra condomini e amministratore a causa del murales di via Majorana.
Per La Zona, Maggi utilizza uno stile documentarista classico, ma non privo di ironia e brio: dalle interviste ai protagonisti, dai vertici di Serendippo, Etta Polico e Barbara Catterina, ai residenti di Corticella e del quartiere Santo Stefano sino ai writers, alle immagini delle opere in lavorazione, il regista colora il suo percorso con una colonna sonora accattivante, diegetica in parte grazie ad un irriverente chitarrista, al Coro Arcanto ed alla Banda Roncati, che danno freschezza e vivacità alla sua opera. Mentre la suspence sulla disputa ed il futuro dei murales di via Mascarella e via Majorana, seguita con il piglio del reportage giornalistico e risolta da didascalie finali che sintetizzano l’accaduto, mette in evidenza con una punta di sarcasmo i pregiudizi ancora vivi sugli ‘imbrattatori’, definiti dagli irriducibili condomini ‘drogati’ e ‘punkabbestia’, negando loro dignità e finanche il valore artistico di murales che sono veri e propri quadri a cielo aperto.
Con La Zona, in concorso alla seconda edizione di Indiecinema Film Festival e riproposto di recente a Roma, Paolo Maggi racconta uno spaccato bolognese giovane e vivo, accettato e valorizzato da una parte dei residenti e contrastato fortemente da chi ha una mente meno aperta, e lo fa con uno stile frizzante e coinvolgente, tipico di un reportage più che documentaristico, dando risalto alle opere visive ed ai loro autori, citati uno per uno nei titoli di coda, valorizzando la street art come mezzo espressivo artistico anche per ridare vita a muri ricoperti di graffiti antiestetici e scritte inopportune grazie ai progetti RUSCo e ad associazioni come la Serendippo.
Giancarlo Marmitta









