Kampai! Sake Sisters

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7.5 Awesome
  • VOTO 7.5

Il gusto del sakè

Da qualche anno a questa parte è anche tra i documentari che al Far East Film Festival si possono pescare autentiche chicche. Tale è a nostro avviso Kampai! Sake Sisters di Konishi Mirai, documentario sfizioso quanto una coppa di sakè caldo abbinata con il cibo giusto. Tanto per accostarci senza troppi fronzoli al filo conduttore del lavoro in questione. O forse l’entusiasmo era al massimo, proprio perché chi scrive non ha problemi a confessare di essere particolarmente sensibile all’argomento…
Qualche tempo fa il sottoscritto, nel corso del capitolino Roma Whisky Festival, aveva partecipato a un workshop sull’ascesa irresistibile del whisky giapponese, con etichette come Nikka decisamente sugli scudi negli ultimi anni. Riguardo all’esplosione tutto sommato recente di questo prodotto sul mercato nipponico ed estero, si era detto anche che molti dei pionieri si erano mossi, in passato, dalle più affermate distillerie di sakè. Ecco, ma qual è invece il posto del sakè, la tradizionale bevanda basata sulla fermentazione del riso, nella società giapponese attuale? L’infervorato cineasta Konishi Mirai si è speso parecchio, con indubbia passione, nel tentativo di rispondere a un quesito del genere, avendo già realizzato due documentari su questa affascinante realtà. Ed il secondo di questi ha aperto scenari forse ancora più interessanti, in quanto meno conosciuti: oggetto della sua ricognizione è ora la presenza sempre più forte delle donne in tale settore.

Un tempo alle donne era proibito persino mettere piede nelle distillerie. Non era considerato di buon auspicio, come si diceva pure della presenza femminile sulle navi, in più con le tecniche di una volta la produzione di sakè richiedeva un lavoro durissimo, che in certi villaggi teneva lontana parte della popolazione maschile dalle loro famiglie per mesi e mesi. Oggi lo scenario è completamente cambiato. E al rilancio di questa tradizionale bevanda alcolica, nonché allo studio dei migliori abbinamenti col sushi o con altre pietanze, stanno contribuendo alcune figure femminili rispettatissime nell’ambiente. Tra di loro vi è anche la carismatica Imada Miho, maestro distillatore (il termine giapponese è tōji) capace di portare notevoli innovazioni, dopo aver rilevato la preziosa distilleria di famiglia e recuperato varietà di riso che non venivano utilizzate da decenni: particolarmente emozionante, per lei e per il pubblico, ritrovarla in sala a Udine. Difatti figura tra le tre donne interpellate più a lungo  in Kampai! Sake Sisters, assieme alla talentuosa ed eccentrica sommelier Marie Chiba, e ad una esperta neozelandese, Rebekah Wilson-Lye, la cui avventurosa esperienza di vita in Estremo Oriente varrebbe da sola un altro film. Testimonianze di prim’ordine, insomma, ma anche uno stile decisamente brillante, spigliato, moderno, nel documentario di Konishi Mirai: alle interviste, dai toni sempre personali e vivaci, si alternano del resto riprese delle degustazioni guidate, di grossi eventi dedicati al sakè in Giappone e in altri paesi (sorprendente, ad esempio, la parentesi londinese), nonché del processo stesso di preparazione dell’amata bevanda. E qui il gusto del dettaglio ha un impatto quasi sensoriale, che dà l’impressione di essere anche noi lì a goderci simili momenti.

Stefano Coccia

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