Entre dos aguas

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6.0 Awesome
  • VOTO 6

Il tempo che scorre

Con Entre dos aguas, presentato alla 12a edizione del Festival del Cinema Spagnolo, Isaki Lacuesta riprende la storia dei due fratelli gitani, Isra e Cheíto, già protagonisti di La leyenda del tiempo. Dodici anni dopo, i due uomini hanno preso strade diverse.

Il film, costantemente in bilico tra documentario e finzione, mostra sin dall’inizio il suo carattere sanguigno, tipico della comunità gitana in cui il regista si immerge, con l’immagine in primo piano della nascita della terza figlia di Isra. La storia si dipana poi lenta, con Isra che, uscito di prigione, cerca di riconquistare la fiducia di sua moglie e tornare in famiglia, ma è allo stesso tempo continuamente tentato a ritornare all’illegalità, e Cheito, oggi un militare imbarcato su navi che lo portano spesso lontano da casa per lungo tempo.

Il tempo trascorso, il tempo che scorre, il tempo che non c’è. Quella di Entre dos aguas è una narrazione quasi atemporale; il passato si sovrappone al presente nelle immagini dei due fratelli bambini, la storia presente appare sospesa in un limbo temporale, dove i protagonisti sono i corpi; non solo il contatto fisico tra i due fratelli, il loro modo di sfiorarsi, di abbracciarsi, sino alla rinascita simbolica nell’acqua, ma anche i gesti che legano Isra e Cheito alle loro donne, ai loro amici e familiari, sono selvatici, primordiali. Lontano dalle nostre abitudini sociali, Lacuesta ci mostra un mondo essenziale.

Entre dos aguas è un film intimo, che porta lo spettatore dentro la storia, facendogli vivere i dubbi e le speranze dei due fratelli. Che chiamarli protagonisti ha un senso relativo; protagonisti sono piuttosto i loro corpi e la comunità in cui si muovono, il suo carattere sanguigno, la sua ritualità. E protagonista principale è il tempo: il film si muove in una dimensione globalmente atemporale ma temporalmente specifica laddove segue in tempo reale i discorsi e le vicende di Isra e Cheito; ed è il loro tempo interiore, così diverso ed intimo, a scandire il tempo dell’intera narrazione. Tempo che scorre come l’acqua, lento, impalpabile, inesorabile.

Michela Aloisi

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