Dad’s Lunch Box

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8.5 Awesome
  • VOTO 8.5

Un papà amorevole

Presentato alla 19ma edizione del Ravenna Nightmare Film Festival nell’ambito della rassegna Ottobre Giapponese, Dad’s Lunch Box di Fukatsu Masakazu mostra, con leggerezza e semplicità, scene di vita quotidiana moderna ed amore paterno, descritte al tempo stesso con realismo e poesia.

Siamo abituati a vedere, nei manga giapponesi soprattutto, i ragazzi andare a scuola in divisa, così come gli studenti portar con sé il classico ‘portapranzo’, con cibo preparato in casa; una consuetudine ormai perduta qui in Italia, ma che nel Parse del Sol Levante e del mix inscindibile tra modernità e tradizione è ancora viva. Come racconta Marco Del Bene, curatore della rassegna in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma, in Giappone convivono le due realtà: scuole con o senza divisa, miste o a classi uniche, mense e portapranzi. Nel film di Fukatsu Masakazu, tratto da una storia vera, twittata da una liceale e divenuta virale sui social, la giovane Midori frequenta un liceo per sole ragazze, indossa una divisa, ma soprattutto è abituata a mangiare a mensa. Finché il padre, divorziato, decide di prepararle il pranzo ogni mattina. Attraverso l’evoluzione dell’obento (cestino del pranzo) paterno, un rito che andrà avanti per tre anni, si srotola la vita della giovane Midori, tra amicizie, amori e delusioni, mentre si rafforza sempre più il legame familiare tra padre single e figlia.

Il regista riesce a descrivere l’attualità della crisi della famiglia ed i conseguenti disequilibri nei rapporti tra genitori single e figli con originalità e toccante levità; nella semplicità di un cestino colorato, nell’impegno profuso per imparare a cucinare prima ed armonizzare e vivacizzare il cibo poi, sentiamo tutto l’amore di un padre che si ritrova solo ad occuparsi della figlia adolescente, nel tentativo di creare con lei un legame nuovo e diverso. Un quadro descritto con pennellate delicate ma incisive, un’istantanea sul Giappone moderno; Dad’s Lunch Box è un film che scorre come un ruscello che fluisce placido e vivace al tempo stesso, donando allo spettatore un’ora o poco più di pura poesia.

Michela Aloisi

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