Crawler

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6.5 Awesome
  • VOTO 6.5

Terrore formato mignon

Potere ai piccoli!“, era solito urlare il cucciolo Scrappy Doo negli esilaranti cartoni animati targati Hanna-Barbera, in cui qualche fantasmatica minaccia poteva essere esorcizzata così, all’occorrenza. Lode quindi allo sveglissimo, combattivo, simpatico nipote di Scooby-Doo. Ma anche il Male in versione “mignon” può avere un suo perché. E a quanto pare in Scandinavia ci sono film-makers che lo hanno capito benissimo…

In questa ventesima edizione di Science + Fiction, all’interno dell’European Fantastic Shorts – Méliès d’argent competition, si sono già visti almeno due corti nei quali le dimensioni ridotte della mostruosa creatura di turno non debbono trarre in inganno, poiché possono essere ugualmente viatico di azioni perverse e malvagie. Uno di questi è Hospital Dumpster Divers del norvegese Anders Elsrud Hultgreen. Grottesco, distopico, visionario, farsesco. Ci ha fatto pensare a un The Kingdom – Il regno (Riget, 1994) di Lars von Trier “miniaturizzato”, tanto per restare in tema, questo cortometraggio di ambientazione ospedaliera, che vede il culto del riciclaggio ivi imperante andare in crisi per le incaute decisioni del protagonista Rasmus; destinato, a sua volta, a fare una gran brutta fine, per aver assunto un atteggiamento “paterno”, sottostimandone la pericolosità, nei confronti del piccolo Troll mutante trovato accidentalmente tra i rifiuti.
Ancor più ridotta, per non dire minuscola, la statura della creatura che scatenerà il panico in Crawler, corto asciutto e inquietante firmato in Svezia da Ivan Radovic, che intende qui offrire una propria interpretazione del vampirismo. Decisamente eccentrico il suo approccio, considerando che siamo abituati a Maestri della Notte atti a sovrastare le proprie vittime sia sul piano mentale che, neanche a dirlo, fisicamente. Qui invece fa la sua comparsa un concentrato di ostilità e ferocia poco più grande di un pugno. Le dimensioni potrebbero essere tranquillamente quelle di un pipistrello, volendo citare una tra le forme “totemiche” più note assunte da un simile essere. Tale epifania avviene, in un crescendo di tensione, attraverso due distinte fasi temporali: quando la pace domestica di due donne, madre e figlia, viene sconvolta dal palesarsi di quella presenza estranea, aggressiva; e a misfatto avvenuto, con il mini vampiro neutralizzato da un rocambolesco incidente in strada ed analizzato con cura da due medici, in una sala per le autopsie.

Proprio quest’ultima situazione sembra citare argutamente Alien, proponendo così un intelligente crossover di (sotto)generi che rende Crawler esperienza filmica oltremodo sfiziosa, per quanto un po’ troppo contenuta nella durata. Ci si avvia infatti verso la secca, brusca conclusione del corto con il sottile rimpianto di non aver visto e sperimentato di più.
Nella speranza che sul conto del vampiro scala 1:35 si scopra qualcos’altro, in futuro, tocca accontentarsi per ora di tenere a bada altri minuscoli, bastardissimi succhiasangue, che minacciano la vita di tutti i giorni: le sempre fastidiose zanzare!

Stefano Coccia

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