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L’arrivo di Wang

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VOTO: 8

Chi ha paura del polpo cattivo?

Alla 18a edizione del Ravenna Nightmare Film Fest, il premio Medaglia al Valore è andato ai Manetti Bros, registi che hanno contribuito al rinnovamento del cinema italiano; evento speciale di apertura del festival, il loro giallo sci-fi L’arrivo di Wang (2011).

Ambientato a Roma, il film ci mostra una traduttrice ed interprete dal cuore d’oro che viene reclutata dai servizi segreti per dar voce ad un prigioniero speciale: il signor Wang. Ma i metodi adottati per l’interrogatorio porteranno la ragazza, Gaia Aloisi (interpretata da Francesca Cuttica) a simpatizzare per il misterioso prigioniero. Nei panni del sadico Curti, duro agente dei servizi responsabile dell’interrogatorio, un bravissimo Ennio Fantaschini, che riesce a tenere alta la tensione in una stanza, mostrando il peggio del ligio ‘uomo dello Stato’ privo di scrupoli.

L’arrivo di Wang è fantascienza pura, ma con un solido substrato che parla di diversità e pregiudizio, di volontà e negazione della comunicazione, di scontro tra visioni inconciliabili; la tensione tra i tre protagonisti, Curti, la Aloisi e Wang, diventa quasi palpabile durante l’interrogatorio, diviene angosciosa, portando lo spettatore a dimenticare la realtà dei fatti, a cancellare ogni dubbio e ad empatizzare con il prigioniero cui vengono negati i più elementari diritti umani. Quando tutto precipita, la fuga di Gaia diventa un thriller autentico, tra inseguitori e vie di fuga, nascondigli e colpi di scena; l’umanità della ragazza, che la porta a liberare Wang, appare l’unica scelta possibile, l’unica umana. Ma l’umorismo nero dei Manetti Bros, che permea sottilmente l’intero film, colpisce duro nel finale.

Michela Aloisi

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