Corman’s Eyedrops Got Me Too Crazy

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7.5 Awesome
  • VOTO 7.5

Esperienze psichedeliche

Anni fa Enrico Ghezzi organizzava a Procida un festival ricco di situazionismo, cinefilia pura e riflessioni sulla settima arte, Il vento del cinema. Che tempi! Tra le varie situazioni stimolanti e magari un po’ assurde in cui ci si poteva “imbarcare” (letteralmente), possono essere annoverate anche le proiezioni in pellicola a bordo di una piccola nave, affittata per fare di sera il giro dell’isola. Guardare il film o restare ammirati di fronte alle immagini notturne del bellissimo paesaggio costiero? L’occhio va dove la mente vuole, per cui si poteva fare un po’ e un po’.
Capitò così anche a noi, nel lontano 2007, di imbarcarci sulla nave Casamicciola e beccare sul grande schermo proprio L’uomo dagli occhi a raggi X di Roger Corman: “Un film teologico”, stando alle parole di Ghezzi, “come tutti i film che contengono la parola uomo”.
La zoppicante tenuta della pellicola cormaniana, piena di tagli e fotogrammi mancanti, avrebbe reso del resto tale visione (monca e non per questo meno affascinante) un autentico atto di fede. Persino questo contribuì a rendere magica la serata, caratterizzata peraltro dalle bizze di Eolo, dio dei venti, sopraggiunto molto presto a far ondeggiare il telo da proiezione e la barca stessa, così da rendere l’impresa più epica.

Cosa c’entra questo con Corman’s Eyedrops Got Me Too Crazy, il corto di Ivan Cardoso presentato nell’ultima serata del 40° Fantafestival? Forse tutto, forse niente, fatto sta che l’allucinato omaggio cinefilo dell’esuberante, navigato film-maker brasiliano ci ha fatto ballare gli occhi, non meno di quanto si era “ballato” quella volta sul ponte dell’imbarcazione procidana. E il “colpevole” in fondo è sempre lui: Roger Corman, Maestro del cinema di genere che tanto come regista che come produttore ce ne ha regalati tanti, di sogni ma soprattutto di incubi; mai però così lisergici, a nostro avviso, come il film in questione, L’uomo dagli occhi a raggi X. Perché, come si sarà già intuito, anche il collega carioca ha voluto rendere qui omaggio a quel “faustiano” teorema sulla visione e sulle insidie che vi si possono celare, partorito da una geniale intuizione del cineasta statunitense.
Scontro / incontro tra Titani, se si vuole parlare di Exploitation. Nel giocoso preambolo, propiziato da un meeting festivaliero, vediamo Corman far dono a Cardoso di un suo speciale, misterioso collirio, in grado di mostrargli il mondo in modo diverso. Senza ombra di dubbio l’autore di opere come Nosferato no Brasil (1970), O Segredo da Múmia (1982), As Sete Vampiras (1986) e A Marca do Terrir (2005) ad accettare un simile regalo era già predisposto da tempo. Ed infatti il montaggio vorticoso, spigliato e profondamente creativo di Corman’s Eyedrops Got Me Too Crazy configura da subito un simile esperimento cinematografico quale viaggio surreale, piacevolmente destabilizzante, nell’immaginario cormaniano e in quelli attigui. Naturalmente con L’uomo dagli occhi a raggi X a fare da perno centrale del discorso. Così da rendere l’effervescente cortometraggio di Cardoso un’esperienza psichedelica, eccitante, da gustare quale trip visivo unico nel suo genere, come pure a livello di cinefilia militante e sfrontata.

Stefano Coccia

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