Beware! The Dona Ferentes

0
7.0 Awesome
  • voto 7

Immagini e rumore: cinema e musica

Michele Mazzani, in arte Dona Ferentes: uno dei performer musicali dell’underground italiano più coraggiosi e più aperti alle innovazioni. Un artista che, proprio per questo suo militare all’interno di circuiti indipendenti e per questo suo modo di fare musica tanto lontano dai canoni richiesti dalle più grandi major, non sempre ha l’attenzione che meriterebbe. Eppure, di certo ha molto e molto da dire. Chi, dunque, meglio del cineasta e videoartista ravennate Daniele Pezzi – anch’egli da sempre alla ricerca di nuove idee e nuovi linguaggi nell’ambito della settima arte – potrebbe raccontarci per immagini la singolare arte del giovane musicista, nonché suo concittadino? Detto fatto! Ed ecco che, fuori concorso al Soundscreen Film Festival 2018, è stato presentato in anteprima l’innovativo Beware! The Dona Ferentes, in cui, appunto, tramite un singolare e personalissimo flusso di coscienza, lo stesso Dona Ferentes si racconta e ci racconta la sua arte.

Una cantina con degli scatoloni pieni di musicassette e vhs. Un collage di voci prese direttamente da spezzoni di film (primo fra tutti: La Casa di Sam Raimi). La voce fuoricampo fortemente distorta dello stesso compositore. E poi, improvvisamente, lo schermo che di divide in più parti, con numerosi riquadri più piccoli al proprio interno. Beware! The Dona Ferentes è (anche) questo. Per tutta la sua breve durata, infatti, questo lavoro di Daniele Pezzi si presenta come una serie di immagini e suoni, i quali, a loro volta, convergendo tutti insieme in modo (apparentemente) casuale, danno vita a qualcosa di totalmente nuovo e magnetico. Perfettamente a metà strada tra la videoarte, il documentario e – più in generale – il cinema puramente sperimentale, questo ultimo lavoro di Pezzi può sembrare, di primo acchito, non del tutto facile da affrontare. Eppure, man mano che ci si lascia trasportare dalla narrazione (o dall’anti-narrazione?), si diventa quasi un tutt’uno con il lungometraggio stesso, si entra finalmente in sintonia con esso e ci si lascia trasportare dalla musica di Dona Ferentes e dalla sua stessa voce distorta a confidarsi con noi, di quando in quando, circa il suo modo di lavorare e di sperimentare, fondendo sapientemente note musicali e rumore allo stato grezzo.
Ad arricchire il tutto, scene prese direttamente dal quotidiano dell’artista, aventi luogo nei dintorni di Ravenna e inerenti al suo vissuto, al suo lavoro e, soprattutto, alla sua arte. Al via, dunque, momenti in cui lo vediamo impegnato alla chitarra, ma anche scene prese dall’interno di una macchina, durante le quali vediamo la pioggia abbattersi sui vetri del parabrezza, o momenti in riva al mare. Questo voler sperimentare di Dona Ferentes, va, così, come già detto, di pari passo alla voglia di nuovo dello stesso Daniele Pezzi, il quale, per realizzare tale prodotto, ha utilizzato filmati registrati nel corso di ben dieci anni, usando ogni possibile strumento di registrazione e di ripresa: dal telefono cellulare al camcoder miniDv, dallo smartphone alla fotocamera compatta, fino ad arrivare addirittura al 4K.
Due singolari modi di rapportarsi all’arte che, nel loro continuo divenire, si incontrano per fondersi armoniosamente in qualcosa di unico. Questo è ciò che un lavoro come Beware! The Dona Ferentes vuol principalmente raccontarci. Questo è ciò che accade quando l’arte, in qualsiasi forma la si voglia considerare, è alla continua ricerca di nuovi spunti di crescita e di evoluzione e, di conseguenza, è viva più che mai.

Marina Pavido

Leave A Reply

quattro × 2 =