Angel Baby

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9.5 Awesome
  • VOTO 9.5

Come gabbiani sul ponte

Alla dodicesima edizione dellIrish Film Festa, un tributo speciale a John Lynch; un incontro con il bravissimo attore irlandese ha introdotto la proiezione di Angel Baby, film australiano del 1995 di cui lo stesso Lynch è l’intenso protagonista.

Lynch interpreta Harry, un paziente psichiatrico che incontra in terapia la bellissima Kate e se ne innamora. Un incontro voluto dal destino, almeno secondo i segnali dati alla ragazza dal suo angelo guida Astral per l’insolito mezzo del quiz televisivo la Ruota della Fortuna. I due vanno a vivere insieme, dimostrando di poter vivere come una coppia normale, innamorata e felice. Un film romantico che ha una svolta drammatica quando Kate rimane incinta e i due scelgono di interrompere la terapia per far sì che il bambino possa nascere sano.

Nella presentazione del film, Lynch ha raccontato di quanto sia difficile essere uno schizofrenico e di aver amato il coraggio di Harry di voler vivere una vita normale nonostante quello che gli diceva il mondo. Il suo amore per questo personaggio traspare in ogni fotogramma dall’intensità della sua interpretazione e dal suo sguardo; puro, vulnerabile, eppure allo stesso tempo forte, Harry per il mondo è pazzo, ma è forse più sano di molti cosiddetti uomini normali. La terapia tiene sotto controllo le psicosi dei due innamorati, che insieme si completano, si sostengono, liberano la parte migliore di loro stessi, come solo l’Amore può fare. Dipinti come in quadro da una regia ed una fotografia di gran livello, immersi nella musica di una colonna sonora perfetta, i due innamorati vivono la loro storia liberi come gabbiani nel nido del loro piccolo appartamento, a mostrare che quando il sentimento è puro, sincero, quando è il cuore a parlare, non c’e malattia che tenga, non c’è routine che possa scalfirlo. Nel caso di Harry e Kate, costretti nelle loro patologie psichiatriche, anzi, la routine di una normale vita di coppia è ulteriore motivo di felicità.

Il sogno si incrina con la gravidanza di Kate. Fortemente desiderato da entrambi contro ogni parere, medico e familiare, questo bambino rischia di compromettere la stabilità psichica della ragazza; la situazione degenera quando Harry decide di aggiungere, allo stress ormonale tipico della gravidanza, la sospensione della terapia psichiatrica. Al colmo della gioia per la possibilità di avere una famiglia, una vita completa, Harry butta via tutti i farmaci di entrambi, sicuro di poterne ormai fare a meno. Ma la malattia subdolamente si ripresenta. Tornano le paranoie, tornano le allucinazioni, in un crescendo drammatico fino allo zenit del crollo psichico totale. Ma ancora, Harry non si arrende. Porta via Kate dalla casa di cura, le sta vicino, in attesa che la bimba tanto attesa venga alla luce. E la bimba nascerà. A caro prezzo.

Il drammatico finale riporta Harry in un déjà-vu a quando, liberi come gabbiani sul ponte, erano pronti a librarsi in volo pur di non lasciarsi. Ora è solo sul ponte per l’eternità. Pronto a raggungere la sua Kate. Un amore voluto dal destino, che il destino non ha potuto separare.

Michela Aloisi

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