(Dirty) Streets of Philadelphia
Se alle parole e alle note incandescenti di Streets of Philadelphia di Bruce Springsteen andiamo ad aggiungere la visione dell’altrettanto incandescente documentario di Melissa Langer, In Excess, presentato in concorso alla 29esima edizione del Festival CinemAmbiente, allora l’immagine gloriosa che si ha della celebre metropoli statunitense rischia di andare seriamente in frantumi. Se il brano del Boss aveva cantato dell’altra “faccia” della città più grande della Pennsylvania, la pellicola della regista, artista e direttrice della fotografia di Washington, che come base ha scelto proprio Filadelfia, ne restituisce una ancora più dura e difficile da mandare giù.
Con la sua ultima fatica dietro la macchina da presa la Langer va a toccare un tasto piuttosto dolente, vale a dire l’astioso e cronico problema dello smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi dell’area in questione, che da decenni affligge i cittadini e le amministrazioni locali che si sono succedute, al quale non si è mai riusciti concretamente a trovare nel tempo delle soluzioni efficaci e concrete. In Excess in tal senso è una spietata quanto impietosa testimonianza di quanto negli anni la situazione sia andata ulteriormente peggiorando. Lo dimostrano le immagini catturate dalla cinepresa della regista nel presente che si vanno alternando e sovrapponendo con quelle di archivio, che insieme mostrano il graduale peggioramento del servizio e della condizione generale di sporcizia, decoro e inquinamento in cui ieri come oggi versa la città, con conseguente ricaduta sulla saluta della vastissima popolazione.
La Langer come da sua consuetudine non gira intorno alla questione ma va diritta e chirurgica al punto, approfondendo ed esaminando la questione dai vari punti di vista, restituendo un ritratto dell’America moderna attraverso la lente dei rifiuti di una delle sue città simbolo. Con la sua cinepresa, al seguito di studiosi, volontari, attivisti, ambientalisti e operatori ecologici, la regista realizza una cruda indagine che passa per un’immersione cruda nei meccanismi interni dell’infrastruttura urbana per rivelare gli ecosistemi nascosti di un sistema stratificato e il fatale processo che vede la spazzatura riemergere quando ci sembra ormai di averla dimenticata. Il risultato è un’inchiesta a tuttotondo che segue il ciclo di vista e i contorti percorsi di smaltimento dei rifiuti di Filadelfia attraverso le sue strade, il sottosuolo, i corsi d’acqua e le infrastrutture sociali. Ripercorrendo alcune tappe passate relative al dibattito istituzionale intorno a una gestione sempre più complessa, il documentario combina sequenze di filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza e di telecamere collocate all’interno delle fognature con le testimonianze di coloro che lavorano per mantenere pulita la città. Con un approccio osservativo, siamo condotti a seguire il flusso della spazzatura urbana che, ad un certo punto, dalla Pennsylvania si dirama verso un sorprendente viaggio globale.
Rispetto alla forma e alla confezione, decisamente più adatte a una fruizione sul piccolo piuttosto che sul grande schermo per impostazione e modus operandi, di In Excess vanno dunque presi in consegna soprattutto i contenuti e le argomentazioni trattate, che proprio per il livello di indagine in termini di informazioni e prove raccolte meritano grande attenzione e considerazione.
Francesco Del Grosso









