The Wayward Kite

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

Gli ostacoli del cuore

Tra le non poche sorprese della giornata inaugurale della 16esima edizione di Imaginaria un occhio di riguardo va rivolto a The Wayward Kite, presentato in concorso nella sezione “Animated Short Film” della kermesse conversanese dopo aver già ben figurato qualche mese fa nella line up del Montecatini Filmvideo 2017. La pellicola di Yuting Hsueh fa dunque la sua seconda apparizione su uno schermo italiano e lo fa sulla scia di una serie di fortunate proiezioni nel circuito festivaliero internazionale, in particolare in manifestazioni dell’area nord-americana.
Il cineasta taiwanese mette la propria firma su una sorta di romanzo di formazione che non ha come protagonista l’adolescente di turno e il suo percorso di crescita interiore, bensì un piccolo ma caparbio aquilone a forma di cuore che rompe le sue catene, fuggendo per la città per inseguire un sogno. E lungo il percorso gli ostacoli e le ferite lo faranno crescere e cambiare. Un viaggio, il suo, fisico, metaforico ed emozionale tra i cieli, le strade e i grattacieli di una metropoli spietata che ha il retrogusto di un’avventura picaresca e di un’odissea esistenziale. Il tutto vissuto attraverso un cangiante arcobaleno stati d’animo che spingono l’esile plot e il suo protagonista nella direzione della favola a tinta unita (nera) e a colori.
I modelli di riferimento sono quelli disneyani, ma nell’attingere a piene mani dall’immaginario, dall’universo e dallo sterminato catalogo che contraddistingue la tanto amata produzione a stelle e strisce, Hsueh riesce comunque a personalizzare la sua opera con delle pennellate e delle soluzioni visive di grande impatto. La cura nel dettaglio e nella composizione di ogni singolo quadro in movimento esaltano e impreziosiscono le indubbie qualità estetiche di un cortometraggio dove l’animazione high tech digitale stereoscopica si mette al completo servizio di un autore e della sua poetica. Un autore che già in passato con Mizar, Lady’s Night e il più recente Crash Testing ha dimostrato una grandissima maturità e versatilità, spaziando da un genere all’altro senza fare mai un passo indietro.
Guardare The Wayward Kite è come rivivere nuovamente la magia del primo volo di Dumbo o per certi versi il fluttuante tour nello spazio e nel tempo della piuma di Forrest Gump, ma con in più la poesia e la bellezza pittorica che la celebre sequenza della pellicola di Zemeckis non ha nei suoi fotogrammi.

Francesco Del Grosso

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