L’incredibile Jessica James

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

La leggenda della donna straordinaria

Jessica James vive a New York da tanto tempo, scappata dalla monotona e tradizionalista Ohio. La ragazza è lì per una ragione: è alla ricerca del successo, vuole sbancare nel campo della drammaturgia. Il teatro è, infatti, la sua passione sin da bambina, l’espressione tangibile della sua creatività. Per questo ha deciso di gettare il cuore oltre l’ostacolo, inseguendo il sogno di diventare una delle più grandi autrici teatrali. La strada è, in verità, tutta in salita, e non riguarda solamente la professione. La vita sentimentale segue di pari passo le lettere di risposta di tutte le compagnie alle quali manda i propri racconti. Un fallimento dopo l’altro, visto che, oltre ai continui rifiuti, il ragazzo di Jessica, Damon, ha scelto un’altra donna al suo posto. La rottura con lui non sembra averla colpita nel profondo; la sua energia e la sua forza la rendono invulnerabile a questi scossoni. Non è certamente la fine del mondo, perché ha altro a cui pensare, dagli script ai corsi teatrali che tiene per un’associazione no-profit, che si occupa della crescita dei ragazzini del quartiere. Nonostante ciò, Tasha, la sua amica, le combina un’uscita occasionale con un uomo, Boone, appena divorziato e che ha bisogno, come del resto la stessa Jessica, di andare oltre a quella relazione fallimentare.
Dal titolo il film può risultare fuorviante. L’incredibile Jessica James non è un progetto né Marvel Studios né DC Comics, ma è in verità una storia al di fuori dell’ordinario. Il contenuto rientra a tutti gli effetti all’interno del classico lungometraggio sentimentale, con i soggetti reduci da eventi spiacevoli e che cercano con vigoria di uscire da un periodo negativo e instabile. Tuttavia c’è un elemento che si può definire controcorrente rispetto a un contesto che molto spesso si è visto al cinema quando si tratta di romanticismo popolare: il personaggio di Jessica. Se si pensa a questo racconto con l’assenza di Jessica Williams, tutto ciò perde improvvisamente il suo significato, diventando un banale film sull’amore non corrisposto e sulla complessità della vita che non sorride ai protagonisti fino al loro incontro. Il flusso narrativo invece si allontana all’orizzonte e lascia il palcoscenico solamente a lei. Sin dalla prima sequenza, quella introduttiva, non si può non interagire con la vitalità di Jessica, che danza a ritmo di musica fregandosene di tutto ciò che sta intorno a sé. Già in questa sequenza il regista James C. Strouse ci suggerisce la natura della ragazza, dirompente e leggera allo stesso tempo.
Tutti i riferimenti che ruotano attorno alla protagonista appartengono a un femminismo che non risulta stancante e ripetitivo. Nel film compaiono scene alle quali vengono contrapposte una concezione della donna vista sotto l’occhio dell’uomo e una raffigurazione totalmente opposta e fuori dagli schemi. Come quando Jessica, andando a trovare la sorella, si trova immersa in tutti i simbolismi che vedono la femmina nel solo contesto domestico e nella cura dei figli. Qui però non c’è una visione che vuole essere conflittuale, che per forza deve essere quella dominante e predefinita in ciascuna donna. A Jessica non interessa, perché in lei non c’è alcun tipo di disprezzo verso la società, né tantomeno verso la famiglia (che in questo caso l’ha sempre appoggiata). Qui il cinismo, l’attacco verso i valori preesistenti viene sostituito dal desiderio di essere liberi di scegliere, indipendentemente dalla strada che si è deciso di percorrere. Non c’è alcun giudizio esterno, né condanna, perché Jessica non appartiene a questo mondo. Non è scaltra come Jackie Brown (citato non a caso, vista la somiglianza tra le sequenze in aeroporto), non ha forza sovraumana di Wonder Woman o di Jessica Jones (che tra l’altro, condivide lo stesso nome), ma possiede una esplosività che non è fisica come nei classici fumetti, ma riguarda l’animo. Tutto questo viene aiutato da una fotografia accesa e densa di colori, che accentuano ancor di più il carattere creativo e tenace della donna.
Non appena termina la visone, ci si chiede se realmente possa esistere una ragazza come lei, sprintosa e piena di vita nonostante gli eventi a sfavore. Forse solo nella finzione, nel cinema o nel teatro, emergono storie capaci di trasmettere positività anche se si tratta di racconti che rispecchiano alcuni spicchi di realtà. L’incredibile Jessica James è sicuramente uno di questi.

Riccardo Lo Re

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