Lamya’s Poem

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9.0 Awesome
  • VOTO 9

In viaggio con Rumi

In concorso alla XXI edizione del Future Film Festival, Lamya’s Poem, lungometraggio di animazione di Alexander Kronemer, descrive, attraverso un linguaggio poetico e magico, intrecciando realtà e sogno, il difficile viaggio di una giovane rifugiata siriana verso la salvezza. Un film delicato nei tratti e nel racconto, una favola moderna popolata di mostri fantastici e pericoli reali, che si svolge su tre differenti piani di esistenza uniti da un cancello magico, rappresentato da un libro di poesie.

Lamya vive ad Aleppo con sua madre; siamo nell’aprile 2016, da quattro anni la città e sotto assedio e bombardata dai lealisti di Assad, ferita nel corpo (cumuli di macerie che crescono giorno dopo giorno, resti di palazzi distrutti) e nell’anima (centinaia, poi migliaia, di morti, tra cui il papà di Lamya, la vita appesa costantemente ad un filo). Nello sfacelo, l’anziano e saggio professor Hanadani continua le sue lezioni; la giovane Lamya è forse la sua allieva prediletta, ed a lei decide di regalare il suo libro più amato: le poesie del famoso poeta del XIII secolo Rumi. Mentre la situazione precipita in città e Lamya e sua madre decidono di partire verso l’ignoto, un viaggio della speranza verso la vita, la giovane trova conforto nelle parole del poeta, intrecciando con lui un rapporto di amicizia sul piano metafisico del sogno. La realtà di Lamya e quella di Rumi (fuggito con suo padre nell’aprile 1221 da una Samarcanda distrutta dai Mongoli) si svolgono infatti su due piani in parallelo lungo tutta la narrazione, incontrandosi appunto su un terzo piano di esistenza, un sogno condiviso dove la violenza ed il caos assumono forma di Mostro. “Abbiamo due forme, una in questo mondo e una nell’altro“, ripete Rumi; in Lamya’s Poem i mondi si confondono, mostrando come la realtà della guerra e dei sopravvissuti, che fuggono dalla morte certa per inseguire la vita, sia uguale in tutte le epoche. La disperazione del giovane Rumi, i dubbi sul proprio valore di scrittore, il desiderio di vendetta, prendono la forma di Mostri, così come lo scoramento di Lamya, ritrovatasi sola in un indefinito campo profughi europeo, il cui unico appiglio di speranza è Il Libro, connessione spirituale tra due anime ferite ma non dome; affrontare i propri demoni interiori si equivale cosi in importanza al superare le difficoltà esterne, rivelandosi l’unica via verso il proprio futuro.

Michela Aloisi

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