Cyclists

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

Tra i due litiganti il terzo gode

Stando attenti a non inciampare in qualche fastidioso spoiler, dopo avere visto l’epilogo di Cyclists è proprio il caso di andare a scomodare le parole di quel saggio che decine e decine di anni fa affermava senza esitazione alcuna che tra i due litiganti a godere era quasi sempre il terzo incomodo. Quelle parole, valide ieri e ancora di più oggi che le competizioni su tutti i fronti sono diventate largamente più agguerrite e spietate, come avrete modo di vedere si sposano alla perfezione con quanto accade nell’ultima fatica animata di Veljko Popovic. Quest’ultimo ha preso in prestito il celebre detto popolare, facendolo suo e cucendolo addosso alla vicenda e ai personaggi che popolano il plot e i fotogrammi dello short. Quest’ultimo è senza ombra di dubbio tra i più divertenti, hot e politicamente scorretti presentati nella nutrito concorso della sezione “Animated Short Film” della 16esima edizione di Imaginaria, dove ha fatto tappa nel corso del suo lungo percorso nel circuito festivaliero (in Italia è transitato anche in terra sicula nella line up di Animaphix 2018).
Siamo nell’ultima gara di una stagione ciclistica che si avvicina al gran finale. I due corridori in testa competono per qualcosa di più del prestigioso trofeo in ballo. Entrambi, infatti, si battono senza risparmiarsi e con tutte le forze in corpo per l’affetto di una prosperosa, seducente, signora e per la realizzazione delle loro fantasie erotiche. Nel frattempo, la piccola città portuale che ospita la tappa si prepara all’arrivo di un grande transatlantico e al suo affascinante capitano. Insomma, quella che va in scena è una sfida nella sfida per tagliare il traguardo e per conquistare il cuore e i favori della bella del paese.
Vedendo Cyclists potrete rendervi conto che il cineasta croato non ha però attinto a piene mani solo dalla tradizione orale. Se per alimentare la narrazione ha, infatti, preso in prestito la frase dell’anonimo saggio di turno, per dare corpo e sostanza alla componente estetica invece ha puntato su una serie di riferimenti ben precisi. La fruizione riporta alla mente E la nave va di felliniana memoria, oltre che le forme strabordanti e generose delle giunoniche donne boteroniane da una parte e certe immagini che richiamano persino a Marinetti e al manifesto cinetico del Futurismo. Ma per molti esperti d’Arte, la vera fonte d’ispirazione è una e una sola. In ogni singolo fotogramma realizzato da Popovic emerge in maniera evidente l’influenza dell’immaginario e dello stile delle creazioni figurative del poliedrico pittore, scultore, illustratore, designer e scenografo Vasko Lipovac. Al compianto connazionale, alla poetica, all’estetica e ai personaggi solitamente raffigurati nel suo portfolio, il regista ha deciso di rifarsi quasi fedelmente, ma con il giusto rispetto di colui che omaggia senza per forza di cose clonare o plagiare. In Cyclists tutto quel mondo e la sua fauna rivivono frame by frame cineticamente grazie al disegno bidimensionale, con tavolozze coloratissime, un pregevole accompagnamento musicale, tanta ironia, ritmi serrati, zero dialoghi e immagini bollenti di accoppiamenti e fantasie erotiche che gettano benzina sui bollenti spiriti degli spettatori.
Nel cortometraggio di Popovic c’è l’essenza e l’anima provocatrice di Lipovac, alla quale l’autore rende un sentito e doveroso omaggio audiovisivo. Il tutto a servizio di una produzione breve che sa coinvolgere e divertire, strappando sorrisi contagiosi con il solo potere degli sketch che si susseguono a raffica sullo schermo e senza l’uso di battute più o meno ad effetto. Il plot è ridotto al minimo indispensabile, quindi non ci si trova al cospetto di una narrazione e di una drammaturgia stratificata e particolarmente elaborata, ma sufficiente a raggiungere lo scopo prefissato, ossia quello di accendere la miccia innescando il conflitto sportivo e amoroso tra agguerriti rivali e classici maschi alpha.

Francesco Del Grosso

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