Bob Sputo – Ci fa schifo la gente

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9.0 Awesome
  • voto 9

Quando il fumetto prende vita

In concorso al Future Film Festival di Modena e Bologna, Bob Sputo – Ci fa schifo la gente (titolo originale Bob Cuspe – Nós Não Gostamos de Gente) di Cesar Cabral trasforma i personaggi del famoso fumettista brasiliano Arnaldo Angeli Filho, universalmente noto come Angeli, e il loro stesso Creatore, in realtà animate di plastilina.

In quella che risulta essere una divertente – ed irriverente- operazione metacinematografica, l’intervista ad Angeli che apre il film ci trasporta nel film delle sue creazioni, facendo scorrere in parallelo vita di Autore e Personaggi, intrecciandole subliminalmente fino all’incontro-scontro finale. Ecco allora prender vita il più anarchico dei suoi personaggi, il punk Bob Sputo di ‘Chiclete com Banana‘, che forse più di tutti riflette su carta lo spirito del suo autore; arriva, vecchio punk-eroe ormai stanco, a salvare i fratelli Kovalski dalla furia di piccoli Elton John mutanti, li porta con sé a casa come cagnolini randagi, ignaro del fatto che il suo Creatore abbia deciso che quella sarebbe stata la sua ultima storia. Salvato dai suoi salvati, che nelle Sacre Scritture (i fumetti) di Angeli avevano letto dell’imminente morte di Bob Sputo, si mette in viaggio con loro alla ricerca dell’Autore.

Mentre il Vecchio Fumettista, tra intervista, cassette e vecchi albi, compie un viaggio nel passato, rispolverando le sue storie politically incorrect di cuccioli uccisi su carta e di personaggi che egli stesso ha fatto morire nelle sue storie, come Rê Bordosa, fumando incessantemente le proprie Marlboro chiuso nel suo Santuario,  l’inaccessibile studio, il suo alter ego Vecchio Punk, insieme ai Kovalski, incontra altri personaggi come il Guru Rhalah Rikota e un improbabile tassista che si offre di portare il trio dall’Autore, non senza dover pagare un pedaggio in natura a due altrettanto improbabili casellanti.

Perseguitato incessantemente dai piccoli Elton John mutanti e dalla musica pop, mentre i due fratelli continuano a ripetere ‘il pop non muore mai’, Bob Sputo non si arrende alla morte decisa per lui dal suo Creatore. Se infatti Angeli ammette di uccidere i suoi personaggi perché non possano prendere vita propria, diventando autonomi rispetto al loro creatore, il Vecchio Punk ha ormai conquistato la sua indipendenza, contravvenendo alle Sacre Scritture che lo volevano morto all’inizio del film mangiato dagli inarrestabili mutanti.
E l’incontro finale, a chiudere questo viaggio nella propria psiche, sancisce la rinascita dell’Autore, che si riflette, in carne e ossa, nella palla di vetro che i Kovalski usavano per comunicare con lui, mentre il suo Personaggio Angeli di plastilina e Bob Sputo si ritrovano uniti nel vecchio slogan: Punk is not dead! Se il pop ha conquistato il mondo, come i piccoli Elton John, il seme della ribellione è ancora vitale e pronto a combattere: il ribelle è ancora vivo!

Michela Aloisi

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