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L’isola dei ricordi

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VOTO: 9

La magia dei ricordi

Prodotto da DreamWorks Animation, L’isola dei ricordi (titolo originale Forgotten Island), è un lungometraggio di animazione originale e moderno, sebbene ispirato alla mitologia filippina; le leggende si mescolano con l’hip hop delle protagoniste, la magia con la realtà del tempo che passa, costruendo ricordi che cementano amicizie indissolubili.

La piccola Jo vive nelle Filippine con l’eccentrica e vivace nonna Lola, che le racconta di un’isola fantastica su cui è stata tanti anni prima, l’isola di Nakali, popolata di creature straordinarie; abbandonata dal papà, emigrato per lavoro in America, Jo maschera la sua solitudine con un carattere esuberante e ribelle. A scuola, fa amicizia con la timida e studiosa Raissa, vivendo con lei anni di giochi ed avventure, sino ad arrivare all’anno del diploma, quando la scelta di Raissa di andare a studiare all’estero rischia di compromettere per sempre il loro rapporto; la notte prima della partenza, le due amiche vivranno l’avventura straordinaria che cambierà il corso delle cose, catapultate da una pietra magica nell’isola di Nakali. Tra un cane-licantropo e un demone bambino, uno spirito dei ricordi e un minuscolo ma guerrigliero re, un principe dei mari e altre incredibili creature, nella difficile impresa di tornare a casa Jo e Raissa comprenderanno l’importanza della loro amicizia e dei ricordi costruiti insieme.

Dall’animazione iperfrenetica, con continui cambi di formato e stile, alla musica, con l’hip hop al centro della storia, dal character design alla sceneggiatura, L’isola dei ricordi si presenta sin da subito come un film originale, eccentrico, moderno senza rinunciare alla favola, al mito, all’importanza dei valori, primo tra tutti quello dell’amicizia; un prodotto accattivante e sorprendente, che unisce passato e presente, non disdegna la nota sociale quando mostra della necessità di lasciare il Paese natio per costruirsi un futuro brillante all’estero (in particolare, negli Stati Uniti), accarezza l’attualità musicale con il rap e l’hip hop, si concentra sul valore dell’amicizia e dei ricordi, quelli costruiti insieme e fatti di momenti felici ma anche tristi, di avventure condivise e sogni, che nessun demone dei ricordi può portarci via.

L’isola dei ricordi creata a quattro mani da Joel Crawford e Januel Mercado, registi e sceneggiatori, ha il sapore fantastico del mondo di Oz, con le intrepide Jo e Raissa circondate da creature folli e spettacolari, dal demone Manananggal, che può dividersi staccando busto e gambe, all’irresistibile cane licantropo Raww, dall’ambigua Batiba all’apparentemente innocuo demone bambino Bungi, per citarne alcuni. Se Dorothy per tornare a casa doveva usare le scarpette rosse, le due amiche avranno bisogno dell’aiuto di Batiba per ritrovare il portale magico che le ha portate lì; ma il prezzo richiesto per lo scambio potrebbe essere troppo alto; come finirà il loro splendido viaggio vale la pena vederlo al cinema.

Michela Aloisi

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