In una Sicilia dalle atmosfere sospese nel tempo
Gioia mia di Margherita Spampinato è stato indubbiamente uno dei casi cinematografici del 2025, per quanto concerne le produzioni italiane. Bello, quindi, che chiunque non sia riuscito a goderselo sul grande schermo possa ora recuperarlo in home video. Come per altri lungometraggi di recente distribuzione in sala, il DVD edito da CG Entertainment è decisamente basico, funzionale cioè alla semplice fruizione del film. Unico extra il trailer. Da esso, però, ossia dai diversi ed entusiastici commenti della critica stampati sulle immagini più rappresentative, si può già dedurre come tale opera sia stata una delle uscite maggiormente apprezzate della scorsa stagione.
Personalissimo esordio di Margherita Spampinato, Gioia mia ci proietta tra luci e ombre in un contesto sociale e famigliare magnificamente affrescato; ovvero in una Sicilia ancora a misura d’uomo, magicamente sospesa tra la lentezza di uno stile di vita ancorato al passato, costellato di piccoli e apparentemente inamovibili riti quotidiani, ed il delinearsi di quelle piccole fratture che rimandano con riserbo e sottigliezza a trascorsi traumatici, ai più mesti risvolti di determinate pressioni sociali, a ferite sentimentali mai esibite in pubblico per pudore. Un “piccolo mondo antico”, insomma, destinato a rivelare strada facendo increspature e sottili inquietudini.
Protagonista è Nico, bambino tanto vivace quanto scontroso e un po’ impertinente, cresciuto in una famiglia “moderna” tra tutti i comfort che la tecnologia moderna oggi propone, costretto però a passare l’estate in Sicilia, ospite di un’ anziana e misteriosa zia, assai religiosa e finanche scorbutica, che vive sola in un antico palazzo privo magari di wi-fi, ma non di leggende locali e superstizioni. Questa sua parente lo accoglie con fastidio, subito ricambiata nella sua diffidenza di fondo, ma il rapporto di Nico con lei, col suo vecchio cane e coi ragazzini che abitano nel palazzo è destinato ben presto a mutare; e ciò avviene secondo i canoni di un racconto di formazione che vede il protagonista abbandonare poco alla volta le proprie inibizioni, così da lasciarsi andare un po’ di più, sempre di più, fino ad accettare quel modo di intendere i rapporti umani talora più ruvido ma anche profondamente sanguigno e sincero.
Con sullo sfondo i vecchi, maestosi palazzi di una Trapani quasi assopita, sotto la calura estiva, Margherita Spampinato ha saputo pertanto cogliere le diverse sfumature del contesto antropologico da lei esplorato, restituendole sullo schermo attraverso un “coming of age” ora garbato, ora più spigoloso, ma sempre in grado di generare incanto nello spettatore. Tutto ciò grazie alla naturalezza degli interpreti, alla semplicità mai noiosa del racconto e alle riprese stesse degli interni del palazzo, così cariche di suggestioni e così ricche di momenti da ricordare. In estrema sintesi, Gioia mia è davvero una delle rivelazioni del cinema italiano, non sempre così generoso, prodotto in questi ultimi anni.
Stefano Coccia
Gioia mia
Regia Margherita Spampinato
Con: Aurora Quattrocchi, Camille Dugay Comencini, Marco Fiore, Martina Ziami
Categoria: Drammatico
Italia, 2025
Durata Video 90′
Extra: trailer
Distribuzione: CG Entertainment






