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5 Centimeters Per Second

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VOTO: 7,5

Quasi amore

Attesissimo, alla 28esima edizione del Far East Film Festival, il live action dell’omonimo anime del 2007 di Makoto Shinkai, 5 Centimeters Per Second, diretto da Okuyama Yoshiyuki; il film, in concorso al festival, è interpretato da Matsumura Hokuto e Takahata Mitsuki, ed è in anteprima europea.

Sebbene il fulcro della storia sia sempre il quasi-amore tra Tono Takaki e Shinohara Akari, incontratisi sui banchi di scuola a Tokyo nel 1991 e costretti a separarsi per i continui trasferimenti per lavoro dei rispettivi genitori, il live action di Okuyama Yashiyuki si allontana dal semplice remake, assumendo un tono più adulto ed intenso. Se l’anime di Makoto Shinkai era diviso in tre capitoli, per raccontare l’evoluzione della storia in tre differenti età dei protagonisti, il film di Okuyama inizia con un Takaki adulto (Matsumura Hokuto), che ricorda la sua storia con Akari in una lunga serie di flashback, dando profondità ed anima ai due personaggi e, al contempo, costruendo intorno a loro un mondo fatto di quotidianità (il lavoro di programmatore di Takaki, quello in libreria di Akari) ma anche di meraviglie naturali (il grande ciliegio che vede la loro promessa d’amore, petali di ciliegio e fiocchi di neve che cadono lievi riempiendo la scena) e artificiali (il lancio del razzo a Tanegashima), racchiudendo il racconto nel corso della vita dell’asteroide ev1991, il cui arrivo sulla Terra, più di quindici anni dopo, corrisponde all’appuntamento che i due ragazzi si scambiano nel 1994 sotto quel ciliegio.

Flashback intrecciati mostrano i giovani Takaki (Haruto Ueda) e Akari (Noa Shiroyama) stringere una forte amicizia quando lei si trasferisce nella sua scuola elementare a Tokyo; intelligente e silenzioso lui, vivace lei (il suo nome ha il significato di luce), entrambi solitari, trovano subito una traconsonanza d’anime che si sviluppa giorno dopo giorno. Tre anni dopo, Akari si trasferisce a Tochigi, prefettura innevata a nord di Tokyo, rimanendo in contatto epistolare con Takaki; quando anche lui viene a sapere che dovrà presto trasferirsi con la famiglia lontano, a Kagoshima, resta loro un’ultima possibilità di incontrarsi. Takaki intraprende un lungo, speranzoso e contrastato (per via del maltempo) viaggio verso il nord per incontrare Akari a metà strada; i due capiscono di esser più che amici, con un bacio sotto la neve, davanti a un grande ciliegio solitario in mezzo a un vasto prato. Visivamente, uno dei momenti più romantici e colmi di atmosfera; simbolicamente, un chiaro monito a vivere ogni istante, a vivere quell’amore, finchè è possibile. Dopo, rimarrà solo il ricordo di un momento mai dimenticato; ma “i ricordi del passato non sono ricordi, ma parti di te”.

Altri flashback mostrano Takaki (Yuzu Aoki) alla scuola superiore e la sua amicizia con Kanae Sumida (Nana Mori), mentre nel presente il giovane frequenta la collega Risa (Mai Kiryû); ancora e sempre, il ricordi di Akari lo segue malinconicamente, rimpianto di un amore perduto. Ritroviamo invece Akari adulta (Mitsuki Takahata) lavorare in libreria, che non ha mai scordato Takaki ma è andata avanti. I due si sfiorano senza incontrarsi lungo tutto il film, sino al momento dell’incontro che si erano promessi anni prima sotto quel ciliegio, al compimento dei trentanni di Takaki; ma il tempo delle dolci possibilità è passato, ed il tempo ha sgretolato i sogni del primo amore.

Tra gli elementi di novità portati da Okuyama, c’è, oltre al continuo intrecciarsi dei personaggi in contrapposizione con la linearità temporale dell’anime di Shinkai, la rilevanza data alla passione per l’astronomia e soprautto al percorso dell’asteroide Ev1991, trait d’union tra i due giovani dalle elementari sino al giorno del suo arrivo previsto sulla Terra nel 2009, data in cui Takaki ed Akari promettono di ritrovarsi. E l’incontro viene ancora una volta sfiorato proprio nel planetario diretto dal dottor Ogawa (Yoshioka Hidetaka), dove Akari a a consegnare dei libri mentre Takaki è lì a presentare un programma; ma ancora una volta, le due vite si sfiorano senza incontrarsi davvero.

C’è poesia anche nelle stelle; e mentre la luna dall’alto osserva sempre, qualunque sia la sua forma, petali di ciliegio e fiocchi di neve cadono leggeri, a 5 cm al secondo, su un amore che è stato, anch’esso, sfiorato, troncato prima che potesse sbocciare rigoglioso. Il passato non si dimentica, ma il tempo passa inesorabile, ed il futuro prende spesso altre vie.

Michela Aloisi

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