Avremo un bambino
Che cosa siamo disposti a fare oggi per avere un figlio? Ce lo mostra Francesca Romana Zanni nel suo cortometraggio Il presente. Proiettato in concorso all’ottava edizione del Saturnia Film Festival nella sezione “Sguardi di donne” dopo l’anteprima mondiale ad Alice nella Città della Festa del Cinema di Roma 2024, lo short scritto a quattro mani dalla regista, qui all’esordio dietro la macchina da presa, con Armando Maria Trotta, ha già nel titolo una duplice chiave di lettura, laddove per presente si intende tanto un “dono”, quanto il tempo che stiamo vivendo. Un tempo, questo, al quale l’autrice ha voluto scattare un’istantanea senza giudizi e moralismi, ma semplicemente mostrando una realtà verosimile al fine di lasciare al fruitore molteplici e importanti spunti di riflessione.
Ed è con tale approccio che sia in fase di scrittura che di trasposizione la Zanni si è voluta avvicinare e confrontare con una tematica a lei cara, quella della maternità, sulla quale aveva già avuto modo di puntare l’attenzione e ragionare in alcuni spettacoli teatrali da lei diretti quali Tutti i miei cari e Cinque donne del Sud. In tal senso c’è un’impronta e una dimensione teatrale anche in questo suo debutto cinematografico, con il salotto e la camera da letto di una casa che si prestano a palcoscenico nel e sul quale si consuma un serrato confronto verbale tra i personaggi di turno su argomentazioni dal peso specifico rilevante quali la gravidanza, la maternità surrogata e l’essere una donna senza figli al giorno d’oggi. La mente non può non tornare alle opere di Yasmina Reza e ai suoi adattamenti. L’architettura e i meccanismi, in parte e con le giuste distanze, sembrano ricordare e replicare quelli della scrittrice e drammaturga francese. Viene da sé che la collega romana pare inconsciamente, come accaduto a tanti/e prima di lei, averli presi a modello per dare forma e sostanza audiovisiva a questo suo lavoro sulla breve distanza.
Si parla quindi ad ampio spettro di procreazione per poi allargare gli orizzonti narrativi e drammaturgici ad altre tematiche annesse, a cominciare dal desiderio di genitorialità, incarnato da quattro personaggi guidati da volontà e obiettivi differenti. Eccoci allora nel sontuoso salotto della villa di Stella, ex diva del cinema ormai in declino, che propone al figlio Giovanni e al marito di lui, Jonathan, una gravidanza surrogata con la sceneggiatrice Monica. Ma i due uomini questo figlio non lo vogliono o almeno così sembra, mentre Stella nasconde dietro questa proposta il progetto di tornare in auge sulla scena sfruttando questa notizia. Due segreti che si intrecciano e raccontano quanto, in fondo, fare un figlio sia un atto di egoismo. Ma anche quanto non sia necessaria una famiglia tradizionale per desiderare e crescere un bambino felice.
Di questo si parla in Il presente e lo si fa con la giusta dose di ironia e intelligenza, che respinge al mittente qualsiasi tentazione di deriva grottesca per abbracciare le sfumature della dramedy. Commedia e dramma si mescolano senza soluzione di continuità per portare sullo schermo, con la complicità di un variegato ed efficace quartetto di bravi interpreti (Massimiliano Caiazzo, Barbara Chichiarelli, Iaia Forte e Alberto Boubakar Malanchino) capace di rendere credibile e vero il tutto, uno spicchio di attualità in cui si sorride con quella corretta dose di sensibilità che non sminuisce l’estrema serietà delle tematiche affrontate.
Francesco Del Grosso









