Moda e taccheggio in un film surreale ed irresistibile
In concorso nella sezione Progressive Cinema della 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma, l’irrefrenabile I Love Boosters, diretto dal rapper Boots Riley, è una avvincente commedia con trovate da sci-fi sgargiatamente pop, una vivace incursione nel mondo della moda osservato da un differente punto di vista: quello delle taccheggiatrici professioniste della Velvet Gang, specializzate in abiti, accessori e tutto quel che ruota attorno al mondo della moda e del glamour.
Spumeggiante e coloratissima, dai capelli di tinte sgargianti agli abiti di ogni foggia e colore, provocanti e luccicanti, la Velvet Gang è una squadra ben organizzata che opera a San Francisco rubando abiti firmati nei Grandi Magazzini e rivendendoli a prezzi stracciati, una pratica che in inglese si chiama appunto “boosting”. Ma la Velvet Gang è anche il sodalizio di tre amiche, la leader Corvette (interpretata da Keke Palmer), aspirante stilista lei stessa, Sade (Naomi Ackie) e Mariah (Taylour Paige); quando la potente stilista Christine Smith, interpretata magistralmente da un’ottima Demi Moore, villain d’eccezione, oltre a denigrarle continuamente nelle interviste, copia un abito creato da Corvette, è guerra aperta: colpo dopo colpo, i furti della Gang prendono di mira anche i saloni del suo marchio. E qui il registro cambia; mettendo in campo un misterioso apparecchio di teletrasporto utilizzato dalla giovane Jianhu (Poppy Liu), la sceneggiatura vira sullo scifi, intrecciandosi con un plot dal retrogusto politico e sindacale, diventando infine una ribellione contro il capitalismo creativo.
I love Boosters è una sorta di controcanto de Il diavolo veste Prada, mettendo in luce (e in discussione) l’intero sistema che regola il mondo della moda, smascherandone le contraddizioni e le ingiustizie, nonché la condizione di chi lavora al suo interno nei gradi basilari, quelli della produzione; il parallelo tra Los Angeles e la Cina, che si rende evidente grazie al teletrasporto portato da Jianhu, mostra infatti quel che accade nella fabbrica dove la magia della moda nasce, tra materiali tossici e rivendicazioni sindacali negate.
Dopo Sorry to Bother You (2018), una commedia nera e grottesca con elementi di fantascienza e satira sociale, il rapper Boots Riley torna alla regia con una commedia surreale che mescola azione, thriller, fantascienza e critica sociale; I love Boosters è scoppiettante come un fuoco d’artificio, ricca di ironia ed elementi comici, pop nel senso più colorato e vivace del termine, ma tutt’altro che superficiale: intrattenimento puro come contenitore di un messaggio più profondo. Ritmo serrato, buon montaggio, musica in sintonia con l’azione, ottima fotografia ed interpreti d’eccezione: Riley ha creato la mistura perfetta per quello che si presenta come un film originale e straordinario.
Michela Aloisi









