Un capolavoro necessario sul dramma palestinese
Uscito in sala nell’autunno 2025, è ora in dvd, distribuito dalla CG Entertainment, il film capolavoro dell’attrice e regista Cherien Dabis, Tutto quello che resta di te (All that’s left of you), film che nasce dal desiderio di raccontare una storia che viene tramandata attraverso le generazioni, il tempo ed i confini dagli esuli palestinesi; una storia che parla di una normalità che viene spazzata via, delle lontane origini di un conflitto mai concluso, ma soprattutto parla di amore, di forza interiore e resilienza.
Il film, visto sul grande schermo alla sua uscita, mantiene intatta la sua intensità anche nell’edizione su dvd, grazie alla qualità del disco, essenziale nella confezione e nei contenuti extra: trailer, photogallery, videomessaggio della regista. Eppure questa essenzialità punta anch’essa al cuore: il trailer, conciso e diretto, concentra perfettamente in pochi minuti l’anima di quest’opera emotivamente potente, mentre la photogallery, mescolando immagini dal film e dal backstage, le divide apertamente in capitoli (1948, le origini serene spazzate via; 1978, il campo rifugiati in Cisgiordania; 1988, l’Intifada; 2022, il ritorno a casa in una casa che non c’è più). Ma è il videomessaggio di Cherien Dabis a colpire profondamente: raccontando la spinta profonda che è alla base della sua opera, un film necessario sul dramma palestinese che racconta storie tramandate per generazioni da chi le ha vissute in prima persona, nonni o bisnonni, sradicati dalle loro terre, dalle loro case, esiliati, rinchiusi, costretti a riscrivere la propria vita. Sono storie che vivono dentro prima ancora di essere raccontate, cui il film diretto e interpretato dalla Dabis dà voce; Tutto quello che resta di te parla di Palestina ed Israele, ma parla a chiunque cerchi di dare un senso a chi è, per cosa vive e lotta; parla a chiunque sia alla ricerca delle proprie origini, in una interpretazione particolare ed universale allo stesso tempo, come ben si sente nel finale, potente e nostalgico visivamente ed emotivamente.
La storia parte dal 1988, in Cisgiordania; il giovane palestinese Nur viene ferito durante una protesta dell’Intifada. La scena si interrompe per lasciar spazio al volto della madre Hanan, che ci racconta come tutto ebbe inizio. Il salto temporale ci riporta al 1948, a Jaffa, quando il ritiro della Gran Bretagna dal territorio palestinese a conclusione del proprio mandato internazionale, che garantiva la spartizione della Palestina in due stati, uno ebraico ed uno arabo, segnò l’inizio della fine. Emblematica ed intrinsecamente potente l’immagine della bandiera britannica che viene ammainata, con il suo posto preso da quella israeliana: simbolo della Nakba (catastrofe) che ne seguì, e che costrinse oltre settecentomila palestinesi ad abbandonare – volontariamente o forzatamente – le proprie case. Tutto quello che resta di te racconta l’epopea di una famiglia benestante, quella del giovane insegnante palestinese Sharif, cacciata dalla propria casa, una curata villetta con annesso aranceto, dagli invasori israeliani e costretta a ricostruire la propria vita. La storia è divisa in tre capitoli principali: il 1948, che segna il momento emotivamente più coinvolgente, quando il cambio di bandiera diede il via libera ad Israele e la vita serena dei protagonisti viene devastata da una nuova realtà; trent’anni dopo, nel 1978, li ritroviamo in un campo rifugiati in Cisgiordania, con il figlio di Sharif, Selim, ormai uomo, sposato con Hanan e padre del piccolo Nur. Nonostante una parvenza di vita normale, scorrono sottotraccia la prepotenza dei soldati israliani e le umiliazioni che sono costretti a subire; un episodio in particolare segnerà la vita del bambino Nur, che ritroviamo dieci anni dopo, nel 1988, coinvolto in un conflitto dell’Intifada che ci riporta all’inizio del film. Tre punti fermi temporali che concentrano l’essenza del film; la decisione presa da Hanan e Selim per salvare il figlio Nur allarga il punto di vista, portandoli ad Haifa, in Israele, mostrando allo spettatore l’umanità dietro un dramma senza volto, costringendo i due genitori ad una decisione difficile e sofferta, capace di interrompere il ciclo della violenza per aprire alla speranza ed all’amore. Il presente, nel 2022 a Tel Aviv, conclude un ciclo, riportando i protagonisti nella casa perduta di Giaffa, oggi inglobata nella moderna metropoli israeliana, di cui costituisce il quartiere più antico e meridionale. Un finale toccante, che riassume il dolore della perdita e la forza della rinascita; il simbolo di una tragedia conclusa ma ancora viva nel cuore, ma anche di una speranza nel futuro.
Cherien Dabis, attrice e regista di origine palestinese, racconta in una storia la summa di tante storie mai raccontate, tramandate per generazioni attraverso il tempo ed i confini, ovunque la diaspora coatta abbia portato gli iniziali protagonisti di un dramma ancora irrisolto. Un film personale se pur non autobiografico, che nasce dal desiderio di raccontare la storia come non era stata mai raccontata, con umanità e sentimento. Si sente la mano della donna dietro la macchina da presa, che va oltre la capace tecnica registica, donando un’anima delicata e forte al tempo stesso ad una storia toccante e potente che esplora la storia con pura forza emotiva.
Michela Aloisi
Tutto quello che resta di te
Titolo originale: All that’s left of you
Produzione: Germania/Giordania/Grecia/Cipro/Palestina/Qatar/Arabia Saudita
Durata: 139 minuti
Regia: Cherien Dabis
Cast: Cherien Dabis, Adam Bakri, Saleh Bakri, Mohammad Bakri, Maria Zreik
Genere:
Formato Video: 16/9 – 2,39:1
Lingue: Italiano Dolby Digital 5.1 – 2.0 / Originale Dolby Digital 5.1 – 2.0
Sottotitoli: Italiano
Extra: Trailer, Photogallery, Videomessaggio della regista
Distribuzione: CG Entertainmet






