Vincenzo il pastore Lucano

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7.5 Awesome
  • VOTO 7.5

Il viaggio continua

La “transumanza” continua. Vincenzo è un pastore che non ha timore di mettersi in viaggio, mantenendo intatta quell’innocenza di fondo che ce lo ha fatto amare sin dall’inizio. Nel film di cui è protagonista lo abbiamo visto raggiungere Roma, un po’ spaesato, dalla sua Basilicata. Ma i suoi itinerari sono poi proseguiti sugli schermi di mezza Italia. Ed in occasione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 farà finalmente ritorno alla sua terra d’origine. Ecco pertanto un primo elenco delle proiezioni che attendono ad agosto Vincenzo il pastore Lucano, il lungometraggio diretto da Emanuele di Leo, con Massimo Previtero (autore anche dello script) irresistibile protagonista: il 12 agosto a Marconia (MT) ore 20,30, Cinema all’aperto davanti al sagrato della chiesa di San Giovanni Bosco; il 13 agosto alle ore 20,30 Cinema sotto le stelle a Scanzano Jonico (MT), presso la terrazza del palazzo baronale; ed il 14 agosto alle ore 21 a Craco (MT), località che ci è nota grazie anche al meraviglioso Montedoro di Antonello Faretta, presso il cine teatro Gian Maria Volonté.

Per quanto il climax sia stato raggiunto probabilmente il 5 aprile scorso, quando Vincenzo il pastore Lucano è stato presentato con successo a Pisa nella sala più amata dai locali cinefili, l’Arsenale, il nostro contatto con questo ameno personaggio ha avuto luogo proprio a Roma, città da lui perigliosamente raggiunta pure nella finzione filmica: più d’una proiezione nella capitale, a dire il vero, ma noialtri abbiamo finito per approfittare di quella organizzata il 24 marzo al Mondrian Suite di Via dei Piceni, a San Lorenzo. Un ambiente piccolo, informale, che ci ha permesso poi di confrontarci schiettamente con gli autori sui tanti spunti offerti dalla visione.
Sì, perché Vincenzo è un personaggio la cui modestia ti entra presto nel cuore, un personaggio che merita di essere “coccolato” nei pensieri a lungo. Tra semplicità, garbo e ironia, la descrizione delle campagne da cui proviene ci ha riportato alla memoria l’affetto degli autori per la loro regione, già espresso in opere come La notte di Sant’Apollonia e – soprattutto – Caro nipote, cui ha fatto seguito Lo spreco della vita di ambientazione invece capitolina.
Poi, però, nel film avviene uno scarto. Un qualcosa che rende forse Vincenzo il pastore Lucano il più ispirato, tra i lungometraggi realizzati finora da Emanuele di Leo e Massimo Previtero, l’instancabile duo della DilPrevCineFilm Production (molte, per inciso, le informazioni che potete trovare sul canale YouTube, su Facebook e Instagram digitando il nome DilPrevCineFilm Production). Dai binari della stazione di Ferrandina al caos della Città Eterna, è un’agrodolce favola metropolitana a prendere forma, con toni che quasi rimandano ai tempi del “neoralismo rosa” come anche a sporadiche esperienze cinematografiche avvenute più di recente, vedi l’interessante Maria per Roma di Karen di Porto e ancor di più il delizioso Una gita a Roma di Karin Proia. Il pastore eponimo è mosso da alti ideali, viene accompagnato di tanto in tanto da celestiali visioni, ma tra intoppi burocratici e qualche incontro poco fortunato la sua naïveté dovrà scontrarsi col clima di una metropoli più “materialista” di quanto avrebbe mai immaginato, alla faccia della sacralità di San Pietro e dintorni. La sua singolare missione, sul conto della quale non vogliamo toglievi il giusto della sorpresa, verrà così messa a rischio…

Vi anticipiamo volentieri, invece, che Vincenzo è senz’altro uno dei personaggi più umani (e divertenti, grazie anche a un eloquio pittoresco e senza alcun freno) interpretati finora da Massimo Previtero. Ad aiutare la sua briosa caratterizzazione è intervenuto poi il resto del cast, che, tra gustose epifanie e duetti da antologia, ha saputo renderne più sapida la rocambolesca trasferta romana: lode quindi agli altri interpreti, professionisti come Sandra Pellegrino o come la storica vocalist di Lucio Dalla, Iskra Menarini, e non (da segnalare per la loro incisività le apparizioni di Antonella Banchero e Maria Rosa Dragonetti), ossia un gruppo compatto e affiatato che ha accompagnato la riuscita del progetto inserendosi sempre con lo spirito giusto.
La DilPrevCineFilm Production continua poi a lavorare strenuamente, anche in questi giorni di caldo afoso, nei quali si stanno ultimando le riprese del nuovo film AmareMente che narrerà una delicata e avvincente storia di un’amore tra due ragazzi, Marco e Andrea. Sembrerebbe del resto che il particolare “spirito di corpo” di questa così coesa troupe cinematografica si sia ulteriormente rafforzato, stando ad una nostra rapida ed estemporanea ricognizione sul set, che lascia ben sperare.

Stefano Coccia

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