The Story of 90 Coins

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

Novanta giorni insieme

Per comprendere a fondo il significato di un cortometraggio come The Story of 90 Coins – opera d’esordio del regista malese, trapiantato in Cina, Michael Wong – bisogna attendere la scritta in sovraimpressione che suggella i nove minuti abbondanti del film: “non bisogna lasciare che una promessa (sottintendendo amorosa) diventi solamente un meraviglioso ricordo“. Una frase che riassume alla perfezione tutto il romanticismo di un corto baciato dalla grazia della poesia sentimentale, sorta di riassunto di decenni e decenni di cinefilia votata al genere.
La trama, esile per scelta, vede due giovani, la bella Chen e l’estroso Wang, cadere vittime della fatidica freccia di Cupido. Lui fa una promessa a lei: le darà una moneta per ogni giorno di corteggiamento, dandosi un lasso di tempo pari a novanta giorni per conquistare il suo cuore. Se non ci riuscirà lei sarà libera di spendere i soldi, una somma simbolica, come meglio crede.
La peculiarità principale di The Story of 90 Coins non risiede evidentemente nel cosa bensì nel come viene raccontato il nucleo narrativo del film. Al di là di una confezione formale assolutamente impeccabile, in tutto e per tutto degna di lungometraggi di alto livello, il corto riesce ad immergere lo spettatore nella classica atmosfera empatica in grado di far toccare con mano l’essenza amorosa predicata. Usando ellissi temporali estremamente fluide anche per un breve film della durata di meno di dieci minuti, il regista Michael Wong illustra, attraverso i momenti chiave del rapporto in costruzione della coppia, l’intera gamma di sensazioni provocate dall’innamoramento: la passione, la sublime felicità di vivere assieme determinati momenti; ma anche l’insicurezza nelle scelte, la gelosia forse immotivata (di lui), la carriera professionale (da parte di lei) che spinge verso altri lidi, decisioni da prendere che possono trasformarsi in rimpianto. Con la conferma, in ultimo luogo, che nella schermaglia sentimentale può anche essere l’uomo a prendere l’iniziativa – o forse ad illudersi di farlo… – ma alla fine sarà sempre la donna a dettare le cosiddette regole del gioco. Per questo ed altri motivi risulta davvero molto piacevole “perdersi” in un incantevole cortometraggio che, pur modellando a proprio uso e consumo una realtà talvolta ben più dolorosa alle leggi non scritte della Settima Arte, riesce comunque a sintonizzarsi appieno con quegli indispensabili accenti di sincerità capaci, per l’appunto, di far scattare la scintilla dell’empatia in chi assiste ad uno spettacolo vecchio come la notte dei tempi e tuttavia sempre in grado di rinnovarsi.
Nota di merito per le interpretazioni dei convinti e convincenti Zhuang Zhiqi (Chen) e Dongjun Han (Wang). La loro perfetta aderenza ai ruoli, combinata con un’impostazione registica ad esso debitrice a partire da una colonna sonora in stato di grazia, riporta alla mente le raffinate danze (a)sentimentali messe in scena da Wong Kar-Wai nel suo indimenticabile, seminale, In the Mood for Love (2000). Con la decisiva differenza di un epilogo molto differente, che a propria volta sancisce la diversità tra un cinema di piacevolissima fruizione ed uno di “impossibile” ricerca. Nonostante le debite e scontate diversità The Story of 90 Coins resta quindi un esordio del tutto rimarchevole, segnalandoci a livello internazionale un regista da tenere assolutamente d’occhio per il futuro.

Daniele De Angelis

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