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The Killer

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VOTO: 7.5

Apologia del fallimento

Si parla tanto del cosiddetto “Spirito del Tempo” – cioè tutti i vari aspetti che contraddistinguono la nostra contemporaneità – senza magari coglierne le effettive sfumature. Ecco allora un’opera cinematografica come The Killer ad offrire un determinante contributo alla ulteriore chiarificazione di tale argomento. Ponendo una semplice domanda: è consentita, al giorno d’oggi, la parola fallimento? A tale dirimente questione risponde il personaggio principale di The Killer, per l’appunto un killer professionista dai tanti nomi – e quindi senza un’identità propria – interpretato con glaciale, indecifrabile, comportamento da un perfetto Michael Fassbender. Il quale dovrebbe uccidere un bersaglio individuato e a lungo studiato e tuttavia un movimento imprevisto nella dinamica dell’azione lo conduce ad un fatale errore. Da cui scaturiscono una serie di ineludibili conseguenze. Come porre rimedio? Cancellando ogni traccia di tale sbaglio. In un vortice di violenza ed omicidi, dettati anche dalla sete di vendetta, in cui il protagonista si trova nella non facile condizione di dover dimostrare, oltre che la propria “professionalità”, pure l’effetiva statura personale.
Come ovvio The Killer non sarebbe così efficace senza la decisiva presenza di David Fincher dietro la macchina da presa. Una perfezione tecnica nella messa in scena sempre abbinata ad una capacità di riflessione del tutto insolita per un autore comunque ben inserito nei meccanismi hollywoodiani. Del resto la figura del killer seriale ha esercitato una continua fascinazione nella filmografia di Fincher. Basti pensare a Seven (1995), dove Kevin Spacey raggelava il sangue degli spettatori attraverso un modus operandi del tutto atipico. Oppure all’inafferrabile pluriomicida di Zodiac (2007), capace di farsi beffe delle indagini e del tempo che scorre. Un avvicinamento alla classica figura retorica del killer che trova un passo importante nella straordinaria serie televisiva Mindhunter, da Fincher prodotta e diretta in alcuni episodi. Finalmente in The Killer arriva la compenetrazione tanto attesa, che vede entrare l’autore di Fight Club (1999) direttamente nei pensieri di un personaggio di siffatta portata. Quasi un controcampo di Collateral (2004) di Michael Mann, laddove il prezzolato Tom Cruise si specchiava nella “normalità” di Jamie Foxx, mentre in The Killer Fassbender si produce in un solipsistico assolo criminale. E Fincher scava da maestro ne suoi pensieri e sulla sua, almeno apparente, assenza di emozioni.
Tratto da una popolare serie di fumetti, The Killer ritrae un esemplare antieroe. Un personaggio in grado di amare ma, allo stesso tempo, azzerare del tutto qualsivoglia pulsione empatica. Tipico delle nostre cronache nere, verrebbe da dire. La scelta di una narrazione sul modello “flusso di coscienza” aumenta a dismisura le possibilità di identificazione da parte del pubblico; il quale viene a trovarsi nella scomoda posizione di dover simpatizzare con un assassino mosso semplicemente da interessi economici. Una provocazione non nuova da parte di Fincher, da sempre proteso allo smascheramento dell’ipocrisia insita nella routine quotidiana, come accaduto ad esempio nell’opera-manifesto The Game (1997). Qui il salto in avanti è persino più acrobatico, richiedendo una congiuntura perfetta tra rappresentazione formale e viaggio mentale. E se la quasi impeccabile sceneggiatura firmata da Andrew Kevin Walker (non a caso autore dello script del già citato Seven) talvolta eccede in dialoghi letterari che vanno oltre la cornice intima trascendendo direttamente nel filosofico astratto (vedasi l’intera sequenza in cui compare una comunque incisiva Tilda Swinton in special guest), nondimeno The Killer riesce a mantenere intatta tutta la sua ambiguità, degna figlia di tempi confusi dove giusto e sbagliato, almeno da un punto di vista etico, si fondono in una melma difficilmente distinguibile.
Dopo il passaggio senza colpo ferire – nel senso che non ha ottenuto alcun riconoscimento. Ma gli aspetti importanti del film risiedono decisamente altrove… – nel concorso della Mostra del Cinema di Venezia 2023 The Killer è disponibile nella piattaforma streaming di Netflix, che lo ha anche coprodotto. Assolutamente meritevole di una più che attenta visione.
Ancora una volta Fincher batte algoritmo tanto a zero.

Daniele De Angelis

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