The Italian Recipe

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8.0 Awesome
  • VOTO 8

Mangia, Canta, Ama. Dalla Cina a Roma con sentimento

Film d’apertura della 24a edizione del Far East Film Festival è una straordinaria joint venture Italia-Cina, in concorso per il Gelso Bianco come migliore opera prima: The Italian Recipe di Hou Zuxin. A presentarlo, sul palco riconquistato dal Feff del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, com’è tradizione, la co-direttrice del festival Sabrina Baraccetti, insieme ad un golden trio: la regista Hou, il produttore italiano Cristiano Bortone, e l’autore della splendida musica, Santo Pulvirenti.

Descritto come un moderno Vacanze Romane dai sapori cinesi, The Italian Recipe è un perfetto connubio tra due culture che, nonostante le loro differenze, a Roma convivono armoniosamente già da tempo; se la pop star cinese Peng (Liu Xun) arriva in volo per partecipare ad un reality show che accresca la sua popolarità, la guida turistica- autista – aspirante chef Mandy (Huang Yao) è una tipica cinese romana, che nella capitale vive praticamente da sempre ed ai suoi ritmi e modo di vivere si è perfettamente adattata, traffico incluso. Parlando, per di più, in quell’italiano dall’accento esotico ma dal retrogusto romano che la rende irresistibile, per Peng ma anche per lo spettatore.

Una commedia romantica solare e divertente, dal plot scorrevole e ben congegnato, i cui protagonisti non sono solo Peng e Mandy ma anche le rispettive Arti: Musica e Cucina; a far da cornice, le immagini mozzafiato di una Capitale che il direttore della fotografia Vladan Radovic mette in piena luce. Roma, l’Amore, la Musica, la Cucina: un poker d’Assi servito e vincente.

Peng è una nota popstar in Cina, ma è soprattutto un Artista, cui il mondo cinico e superficiale dell’industria del glamour che ruota intorno allo spettacolo sta inconsciamente stretto; cantante dalla voce melodiosa, musicista talentuoso, costretto a diventare un ‘prodotto’ che deve vendere bene per essere fruttuoso, nel profondo non ha perso l’Amore per la Sua Musica, che l’incontro scontro con Mandy riporterà prorompente nel cuore del ragazzo, tra un’incursione al Conservatorio di Santa Cecilia e una jam improvvisata nelle galeotte strade romane. La spigliata ed intraprendente Mandy, dal canto suo, è cresciuta e vive nella tradizione cinese mescolata con la praticità tutta romana; insegue il sogno di diventare chef, sulle orme del suo idolo Antonio Cannavacciuolo, portando avanti al contempo tre lavori e studiando legge per volere della famiglia.
Attorno a loro, personaggi pittoreschi e stilizzati come l’agente di Peng (un irresistibile Wu Yingzhe) e la capo chef del ristorante dove Mandy lavora part time (la bravissima Barbara Abbondanza, quasi irriconoscibile nel suo perfetto trasformismo), ma anche lo stereotipato tassista romano, l’amico italiano che studia cinese ed è a un passo dal matrimonio, gli zii tradizionalisti ma non troppo, e le strade e i vicoli di una città vissuta a bordo di una Vespa, come nell’omaggiato Vacanze Romane. Anche se più che Peck e la Hepburn, i due giovani protagonisti ricordano a tratti Hugh Grant e Drew Barrymore in Music and Lyrics (Scrivimi una canzone), dalle esibizioni in stile pop di Peng alla sua dedica finale suonata al pianoforte, passando per la sua trasformazione interiore ed il ritrovato Amore per la Musica.

Il confronto tra i due mondi è vissuto con leggerezza ed ironia; il film scorre veloce all’impronta del divertimento nonsense, della comicità tipicamente cinese che s’intreccia con l’ironia romana, non mancando però momenti intimisti e a tratti commoventi. Un progetto ambizioso ma perfettamente riuscito, che dà risalto alle affinità più che alle differenze, gettando le basi per un ponte tra popoli e culture così lontani eppure così vicini.

Michela Aloisi

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