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Silver Haze

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VOTO: 6,5

Cicatrici indelebili

Tra i lungometraggi in concorso al 37° MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer di Milano ben quattro sono stati pescati dal team di programmazione dalla sezione “Panorama” della 73esima Berlinale, laddove hanno avuto la loro première mondiale lo scorso febbraio. Nel gruppetto figura l’ultima fatica dietro la macchina da presa di Sacha Polak dal titolo Silver Haze, presentata in anteprima italiana alla kermesse meneghina prima che questa faccia prossimamente la sua comparsa nelle sale grazie a Lucky Red che l’ha acquisita per il mercato nostrano. Ad accompagnare la pellicola in occasione della proiezione milanese oltre alla regista olandese c’era anche la protagonista Vicky Knight, con la quale la Polak aveva già avuto modo di lavorare nel precedente Dirty God.
A distanza di quattro anni le due si sono ritrovate per portare sullo schermo un racconto romantico e al contempo drammatico tratto in parte e liberamente dalla vita dell’attrice britannica che in Silver Haze interpreta Franky, un’infermiera ventitreenne dell’East London abile e compassionevole, audace e volitiva, che da piccola è stata vittima di un incendio le cui cicatrici sono presenti in maniera indelebile sul corpo e nell’anima. Questo terribile incidente l’ha resa una persona irrequieta e piena di rabbia. Franky ha da sempre il dubbio che quell’incendio sia stato doloso e che la responsabile sia stata Jane, ex migliore amica della madre e ora compagna del padre. Questo sospetto ha alimentato in lei un forte desiderio di vendetta. Un giorno, Franky, incontra Florence, una paziente dell’ospedale in cui lavora. Florence è lì perché ha tentato il suicidio, anche la sua vita è stata segnata dal dolore. L’incontro tra le due si trasforma in una profonda storia d’amore. Franky deciderà di andare a vivere con Florence nella sua casa di Southend-on-Sea, una cittadina sul mare a est di Londra, ma la sua famiglia vivrà male questa decisione e non accetterà facilmente la sua omosessualità. Il carattere ribelle e imprevedibile di Florence alimenterà il bisogno di rivolta di Franky, che deciderà un giorno di attuare la sua vendetta nei confronti di Jane.
L’esperienza da sopravvissuta a un incendio domestico accaduto all’età di otto anni alla Knight, che le ha provocato ustioni su oltre il 30% del corpo, è diventato dunque il punto di partenza e la materia prima narrativa di un lesbian romance che sfocia in un dramma umano e familiare. Un mix, questo, che a conti fatti si dimostra incerto, con uno squilibrioche provoca un cortocircuito narrativo e una dispersione di forze. Il film ne risente da un punto di vista drammaturgico, ma non da quello empatico ed emozionale, con la temperatura che sale e scende in maniera febbrile anche e soprattutto grazie all’intensa performance della Knight, giustamente premiata alla Berlinale con la menzione al Teddy Award.

Francesco Del Grosso

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