Sa.Fi.Ter. Film Festival Internazionale 2021: seconda tappa

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Diario di bordo #2 Sammichele di Bari

Dopo aver esordito in una tappa ormai diventata molto cara alla kermesse itinerante, San Severo, nel primo giorno d’estate il Sa.Fi.Ter – Salento Finibus Terrae – Film Festival Internazionale Cortometraggio si sposta dalla provincia di Foggia a quella di Bari, arrivando in una cittadina che aveva dimostrato una grande accoglienza al suo primo coinvolgimento nel 2019. Ci riferiamo a Sammichele di Bari, dove in una giornata all’insegna delle emozioni, il programma prevede Ameluk, scritto, diretto e interpretato dal bitontino Mimmo Mancini – al suo esordio dietro la macchina da presa – e girato proprio nel Tacco dello Stivale. «La parola Ameluk è legata ad un ricordo di infanzia. Era il nome di un venditore ambulante che negli anni sessanta girava per le piazze di Puglia e Basilicata vendendo pastiglie ‘contro’ il fumo. Un omone con i baffi da turco e il classico ‘fez’, con i cordoncini neri che ciondolavano a ogni tentennamento del suo testone. Viandante e alchimista per la mia fantasia, che sicuramente veniva da terre lontane. Il suo negozio non era altro che un banchetto colmo di confetti bianchi. Al centro, un enorme contenitore di vetro con una grossa e tozza vipera grigia, arrotolata e immersa in alcool puro. Sopra dominava la scritta: Ameluk la pastiglia che ti fa smettere di fumare. Ovviamente non c’era nulla di miracoloso in quelle pastiglie – semplici caramelle di zucchero – e mai nessuno ha smesso di fumare grazie a loro! Ameluk ha un bel suono, è facile da ricordare, ed è il soprannome del nostro protagonista: Jusuf Abdugali (a cui dà volto Mehdi Mahdloo Torkaman). In tutto il Sud d’Italia avere un soprannome rientra nella norma, soprattutto se sei ‘forestiero’. Per crearne uno sono indispensabili difetti e abitudini personali. Per il personaggio che incarna il futuro sindaco del paese, Jusuf diventa Ameluk perché tanto: “Arabo giordano, marocchino o turco so’ tutti uguali”. L’etimologia della parola ‘ameluk’, potrebbe derivare da ‘mamelucco’. Così giocando con il dialetto pugliese, ‘mamelucco’ diventa ‘mammalukke’ poi ‘ammelukke’ per arrivare ad ‘Ameluk’» (dalle note di regia). L’opera di Mancini, pur essendo trascorsi alcuni anni, è ancora molto attuale, soprattutto per le situazioni e le domande che rilancia. «A Mariotto, un piccolo paesino della Puglia, sta per svolgersi la tradizionale Via Crucis del Venerdì Santo, quando l’interprete di Gesù, il parrucchiere Michele (Paolo Sassanelli), si siede per sbaglio sulla corona di spine e si ferisce. Jusuf, tecnico delle luci, per eccesso di disponibilità viene spinto dall’amico parroco, don Nicola (Roberto Nobile), a sostituire il parrucchiere Michele nel ruolo di nostro signore Gesù Cristo. Inevitabilmente è mandato allo sbaraglio. Lui è un musulmano che porterà sulle sue spalle la croce di Cristo e ciò desta scalpore. Per lui ha inizio il Calvario. La storia fa il giro del mondo e l’opinione pubblica del piccolo paese pugliese si divide tra sostenitori e delatori. Sullo sfondo la campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco. In un crescendo di gag e accadimenti la battaglia diventa sempre più accesa e ingarbugliata. Anche Jusuf, ormai soprannominato da tutti ‘Ameluk’, entra a far parte dei giochi politici locali e diventa, suo malgrado, il candidato ‘messia’ di una colorita e non ben identificata lista civica. Alla fine, in un’atmosfera variopinta, ricca di personaggi e momenti a volte esilaranti, a volte drammatici, sarà proprio il povero Ameluk, ‘Cristo musulmano’ a riportare la pace nel paese» (dalla sinossi ufficiale).
Ospiti della serata saranno lo stesso regista della pellicola e alcuni dei protagonisti del film.
Nel corso di questa tappa, fortemente voluta dal sindaco Lorenzo Netti, sarà proiettato anche il cortometraggio Come a Mìcono di Alessandro Porzio, girato in gran parte nella stessa Sammichele di Bari e che vede tra i protagonisti molti attori (citiamo Enzo Sarcina, Armando Merenda, Grazia Loparco) e comparse della cittadina, portando ancora una volta la Settima Arte non solo in luoghi dove arriva meno, ma coinvolgendo le persone in loco.
A questa serata così ricca, che valorizza il territorio anche come set, presenzia pure l’attore Jacopo Cullin, uno degli interpreti della serie di successo di Rai1 della stagione 2020-2021 con protagonista Luisa Ranieri, affiancata da altre due  bravissime attrici pugliesi Lunetta Savino e Bianca Nappi, Le indagini di Lolita Lobosco– Cullin riceverà il premio Sa.Fi.Ter.

Maria Lucia Tangorra

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