(Re)Visioni Clandestine #21: Terminator (1984)

0

Obiettivo: Sarah Connor

Sarah: Kyle… le donne nel tuo tempo, che tipi sono?
Kyle: Buone combattenti…

In una sequenza di Scream 2 (1997) di Wes Craven, alcuni studenti discutono animatamente quando un sequel è migliore della pellicola originale. Tra i differenti “numeri 2” che tirano in ballo – The Godfather part II (Il padrino – parte II, 1974), Aliens (Aliens, scontro finale, 1986) e Evil Dead II (La casa 2, 1987) –, c’è la spinosa questione intorno all’epopea di Terminator che era, nel 1997, però, ancora composta di due sole pellicole e un “pezzetto” (nel 1995 James Cameron aveva realizzato il cortometraggio speciale T2 3-D: Battle of Cross). Come questi studentelli, molti cinefili ancora si dibattono sull’annosa disputa se sia migliore il primo capitolo oppure il secondo. Certamente Terminator 2 – Il giorno del giudizio (Terminator 2: Judgement Day, 1992), che a quel tempo fu la pellicola più costosa mai prodotta, era una vera bomba visionaria, però Terminator (The Terminator, 1984), oltre ad essere un tassello fondamentale della fantascienza, possiede, a distanza di anni, ancora un intenso fascino. Il primo Terminator è un mito! (recuperando l’esclamazione concitata dello studente Joel, di Scream 2). Benché realizzato con un budget abbastanza esiguo, il risultato conseguito da James Cameron fu assolutamente notevole.

Dibattere ancora oggi intorno a Terminator significa applaudire allo stile visionario di James Cameron, della perfetta aderenza al ruolo da parte di Arnold Schwarzenegger, allo stupendo lavoro di Stan Winston agli effetti speciali e dei paradossi temporali (argomento, questo, che riguarda anche la trilogia di Ritorno al futuro). Ci sarebbe, però, uno spunto interessante insito nella pellicola. Certamente il perentorio titolo è chiaro, cioè Terminator è una pellicola incentrata sul killer cyborg proveniente dal futuro e la sua programmata missione, però questa pellicola potrebbe essere vista anche in un altro modo. Terminator è principalmente il ritratto di una donna. Dopotutto, l’obiettivo dell’incarico dato ad ambedue le entità provenienti dal futuro è Sarah Connor. La prima volta che ci viene mostrata Sarah, appare come una fresca e dolce ragazza, che con il suo scooter percorre una strada (metafora della vita) con tranquillità e spensieratezza. Anche la musica di accompagnamento è soave e romantica. L’ultima inquadratura su Sarah Connor, invece, ce la presenta come una donna indurita (matura e conscia) e con un aspetto quasi mascolino. Tra questi due poli opposti c’è un necessario cambiamento della protagonista, fatto da un rapido quanto duro percorso doloroso. Potrà sembrare strano inquadrare questo Terminator anche come un sollecito ritratto femminile, perché James Cameron è noto soprattutto come regista “fisico”, autore di pellicole di forte impatto visivo, però se si osserva con attenzione la sua filmografia, ci si accorge che la figura femminile è fondamentale nelle sue storie. Tralasciando Aliens (1986), in cui le regole erano già state dettate, anche nelle altre pellicole il regista ha sempre riservato alle figure femminili una parte molto più sfumata del protagonista maschile. L’opera più nota di Cameron, Titanic (1997), dietro alla magniloquenza della scenografia e della maxi catastrofe, è in fin dei conti un’appassionata e delicata storia d’amore raccontata dalla romantica Rose DeWitt Bukater. A lato di questo, però, è molto più giusto citare la Helen Tasker di True Lies (1994), che da normalissima casalinga si trasforma, a suo modo, in un parodico agente segreto. Il personaggio di Sarah Connor, freddo bersaglio per il cyborg e ardente icona desiderata da Reese, tornerà ancor più indurita e virile in Terminator 2, e burbera e combattente in Terminator – Destino oscuro (Terminator: Dark Fate, 2019) di Tim Miller. Diffidare delle Sarah Connor presentate nel serial Terminator: The Sarah Connor Chronicles (2008-2009) e in Terminator Genisys (2015), perché il personaggio non è interpretato da Linda Hamilton.

Roberto Baldassarre

Leave A Reply

2 + undici =