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Pussycake

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VOTO: 7

Belle e sfigate

Alla 22ma edizione del Trieste Science + Fiction l’argentino Pablo Parés ha presentato un horror old style con belle ragazze, mostri alieni alla Alien vs Predator, musica travolgente e sangue à gogo, per una notte di paura amarcord.

Un inizio alla Stargate si tinge subito di rosso: un noto scienziato è sparito in un’altra dimensione ed il figlio, cercando di riportarlo indietro, porterà in casa anche altro… da qui, con balzo repentino, il regista ci porta al concerto delle Pussycake, le sexy protagoniste del film.
Pussycake è infatti il nome di una rock band tutta al femminile in cerca di successo e fama cui la loro manager organizza un concerto dopo l’altro per trovare l’occasione giusta che permetta loro di spiccare il volo; finito un concerto eccole quindi saltare sul furgone della band verso la destinazione successiva, ma un guasto imprevisto le lascia a piedi in mezzo al nulla a diversi chilometri dalla meta. Come in ogni horror che si rispetti, i telefoni di tutte sono inutili, scarichi o senza linea, e le ragazze sono costrette a mettersi in marcia forzata fino alla città. Che trovano incomprensibilmente deserta. Da qui in poi, la trama horror si scatena, truculenta ed ironica, fino alla conclusione alla Harley Quinn.

Pussycake è un intreccio ben equilibrato di irrisione ed omaggio al genere horror (e non solo) degli anni 80 che vira rapidamente verso lo splatter, con sangue ed interiora che schizzano ovunque; non manca poi l’intenzione di dare un minimo di profondità ad almeno una delle protagoniste, vittima di abusi da parte dell’ex che troverà la sua rivalsa sul vero mostro che dimora nella silente cittadina, simbolo della donna che reagisce e, pur traumatizzata, alla fine rinasce a nuova vita.

Michela Aloisi

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