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Presi a caso

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VOTO: 8

Il filo della memoria

Grazie anche all’intervento di Diego Crivellari, caso più unico che raro di deputato realmente interessato a mantenere vivo il ricordo della nostra storia recente, l’Auletta dei gruppi parlamentari della Camera ha potuto ospitare, il 4 febbraio scorso, un evento cinematografico dall’inconfutabile spessore etico. A tal proposito la cosa più importante è che tra gli invitati vi fossero diversi studenti delle scuole romane, accompagnati dai loro insegnanti. Non tutti forse avranno avuto la maturità per comprendere appieno. Ma almeno i più sensibili serberanno il ricordo di un documentario, Presi a caso, che oltre a rievocare uno dei tanti eccidi compiuti in Italia dalle truppe di occupazione nazi-fasciste, quello compiuto tra i comuni polesani di Villadose e Ceregnano, riesce nell’impresa altrettanto lodevole di preservare la memoria di fatti così tragici non congelandola, ma facendola dialogare con il presente e con la percezione differente che possono averne le nuove generazioni.

Del resto l’autore di tale lavoro, Alberto Gambato, ha sviluppato da tempo un rapporto genuino e coerente coi temi resistenziali. In tandem con Laura Fasolin, che con analoga competenza si è occupata della consulenza storica, il giovane cineasta veneto ha scelto di far scorrere il documentario su un doppio binario, costituito tanto dalla metodica ricostruzione dei fatti che dall’indagare brevemente su come oggi si guarda a quella vile, efferata strage, compiuta dai tedeschi nel corso della loro ritirata; un’indagine storiografica e giuridica alla quale hanno offerto poi un contributo, facendosi intervistare, il magistrato Domenico Gallo, Consigliere della Corte di Cassazione, assieme al portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury. Ed è forse questo ulteriore aspetto a rimanere impresso con maggiore profondità, nei pensieri dello spettatore più attento.
Giusto per riportare il discorso su un piano prettamente cronachistico, l’ennesimo atto di barbarie da parte degli eserciti dell’Asse si verificò proprio nel Giorno della Liberazione, ossia poco prima che anche quella zona del Polesine venisse sgombrata dai suoi feroci occupanti: difatti fu la rappresaglia effettuata il 25 aprile da un reparto di tedeschi in ritirata a causare una ventina di vittime innocenti, tra cui diversi anziani e addirittura ragazzini di 14 anni, prelevati forzatamente per essere poi trucidati nei pressi di un casolare isolato.
Solo due dei prigionieri riuscirono miracolosamente a salvarsi.

La tragedia di Villadose rivive nelle parole dei testimoni dell’epoca, così come rivive in quelle quasi incredule di chi, abitando nella zona, solo successivamente è venuto a sapere del così gratuito e terribile atto ivi compiuto. Eppure in Presi a caso le ricostruzioni verbali di quanto accaduto risultano come amplificate dallo sguardo del regista sul territorio, sulle stradine di campagna semi-deserte, sulla natura un po’ arcaica e sicuramente modesta di quel paesaggio agricolo che deve pur conservare un’eco, da qualche parte, dei giorni terribili della Seconda Guerra Mondiale.
In tale cornice si manifesta l’aspetto più peculiare del film, ovvero la sensibilità esibita da alcune figure illuminate, tra insegnanti, responsabili di associazioni e altri attivisti locali, nel tramandare ai giovanissimi la consapevolezza di quegli avvenimenti, divenuti ormai lontani del tempo. Alle parole degli anziani si alternano così le immagini, registrate diversi anni fa, di una recita scolastica approntata per commemorare l’eccidio di Villadose. Sono i bambini di allora, oggi più grandicelli, a raccontare come affrontarono quella esperienza didattica (capace di generare un’empatia molto più forte, stando alle dichiarazioni di uno dei ragazzi, rispetto al fin troppo scontato minuto di silenzio del Giorno della Memoria) e come essa li abbia aiutati a comprendere, in modo più sincero ed emotivamente partecipe, cosa era successo in paese prima che loro nascessero. Microstoria e grandi eventi storici finiscono così per rivelare la loro stretta correlazione, nel documentario di Alberto Gambato e Laura Fasolin, facendoci riscoprire da angolazioni inedite il valore della memoria.

Stefano Coccia

Presi-a-caso-dvd-cover Presi a caso

Regia: Alberto Gambato Consulenza storica: Laura Fasolin

Italia, 2016  Durata: 59′

Interventi di: Domenico Gallo (magistrato) e Riccardo Noury (Amnesty International)

Produzione e distribuzione:  Associazione Culturale Voci per la Libertà

 

 

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