Prato Film Festival 2021: diario di bordo #5

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5^ giornata

Non è semplice dar spazio – e aver desiderio di farlo – agli autori emergenti e parallelamente unire il grande cinema d’autore. La quinta giornata del Prato Film Festival unisce proprio questi due aspetti.
La mattina, alle h 10, presso l’aula magna del PIN – Polo Universitario Città di Prato è in cartellone la produzione breve appartenente alla sezione ‘Corti Italia’, tra i quali citiamo Amore cane di Jordi Penner con Giovanni Anzaldo e Gaia Messerklinger e Il gioco e L’Italia chiamò: in entrambi è protagonista Alessandro Haber, il quale ha collaborato anche alla sceneggiatura e del primo ha curato la regia.
La serata offre agli spettatori di turno una vera e propria chicca: «il lungometraggio Il peccato – Il furore di Michelangelo, diretto da Andrej Končalovskij e basato sulla vita di Michelangelo Buonarroti […]. Una coproduzione russo-italiana (una piccola curiosità: nel 2019 il presidente russo Vladimir Putin, durante una visita a Roma, regalò a Papa Francesco una copia del film) che rappresenta un’altra pietra miliare del cinema firmata dal regista russo, partito come sceneggiatore e poi cresciuto fino a diventare un regista di fama internazionale; scomodo, dallo stile essenziale, autore di film profondi e intensi, Andrej Končalovskij è autore di film quali Siberiade, Maria’s Lovers, A 30 secondi dalla fine, I dissidenti e persino un film hollywoodiano con Sylvester Stallone e Kurt Russell, Tango & Cash» (dalla nota ufficiale).
Ne Il Peccato – Il furore di Michelangelo «siamo nella Firenze agli inizi del XVI secolo e, nonostante il grande talento e la sua creatività definita un dono divino, l’artista è ridotto in miseria e impoverito dalla sua sfida di portare a termine il soffitto della Cappella Sistina.
Alla morte di papa Giulio II (Massimo De Francovich), esponente dei Della Rovere, l’ambizioso Michelangelo vuole completare la sua tomba con il marmo più fine che riesce a trovare. Ma questo compito gli attira lo sguardo indagatore di Leone X (Simone Toffanin), successore sul torno pontificio e membro della rivale famiglia dei Medici, che per testare la sua fiducia gli affida la realizzazione della facciata della basilica di San Lorenzo.
Con le mani sporche, le unghie rotte, la chioma madida di sudore, il Buonarroti non si ferma davanti a nulla, spinto da quel desiderio umano di primeggiare. Proprio questa sua brama di prevalere e imporsi lo porta d accettare gli incarichi delle due famiglie nemiche. Lavorando clandestinamente per l’una e per l’altra casata, Michelangelo è costretto a mentire, ma la situazione di disagio e le menzogne gli provocano un tormento interiore, che lo spingno a riesaminare i suoi fallimenti nella vita e nella carriera…fino ad avere terribili sospetti e insopportabili allucinazioni» (dalla sinossi).
Per chi non volesse vedere quest’opera in piattaforma, ma nell’esperienza collettiva dello stare insieme e sul grande schermo, questa quinta serata del Prato Film Festival è l’occasione giusta.

Maria Lucia Tangorra

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