Pollywood

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6.5 Awesome
  • VOTO 6.5

Sulle tracce di illustri connazionali

Cosa hanno in comune Sam Goldwyn, i fratelli Warner e Louis B. Mayer oltre ad essere i padri fondatori di quella che è da tutti conosciuta come la “Fabbrica dei sogni” di Hollywood e dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences? La risposta è nelle loro origini polacche, quelle di una terra dalla quale un secolo e passa fa sono emigrati in cerca di fortuna. Un progetto di vita, il loro, che li ha visti partire dagli shtetl alla volta degli Stati Uniti per inseguire l’American Dream e diventare magnati nel campo della Settima Arte dopo numerose avventure e difficoltà affrontate lungo la strada. Ed è sulle tracce di quello che hanno lasciato in eredità che il regista e connazionale Pawel Ferdek ha deciso di tornare per carpire i loro segreti e raggiungere il successo, la ricchezza e la popolarità. Quando basta per farlo uscire dall’anonimato e trovare fortuna a sua volta oltreoceano. La cronaca di questa tragicomica e spericolata esperienza la ritroviamo tutta in Pollywood, presentato in concorso nella sezione “Visti da Vicino” del 39° Bergamo Film Meeting.
Il suo è un viaggio fisico ed emozionale in prima persona che lo porta a rievocare il passato e a vivere il presente, attraverso lo scavo nella memoria della “Fabbrica dei sogni” e di ciò che resta nella Hollywood moderna. Resosi ben presto conto della complessità dell’impresa e del fatto che i suoi illustri predecessori altro non sono che figure mitologiche inimitabili ai giorni nostri, prova a crearsi delle occasioni per svoltare andando a bussare a personalità influenti del cinema a stelle e strisce, passando in rassegna produttori, sceneggiatori e registi come Brett Ratner o Richard N. Gladstein, che si limitano a condividere le loro storie di successo, a dispensare generose pacche sulle spalle e a dare qualche consiglio spassionato. Ma saranno sufficienti a permettere al suo sogno hollywoodiano di diventare realtà?
Videocamere al seguito e rimettendo mani a materiali d’archivio degli anni d’oro che riportano lui e di riflesso i fruitori da una parte agli albori del Mito e dall’altra tra le highway, le palme, il sole e le ville con piscina californiane, il regista polacco confeziona un documentario divertente e spassoso. Ferdek ci mette la faccia, diventando protagonista di questa (dis)avventura on the road nel quale si respira nostalgia e l’odore inconfondibile di bruciato di fallimento, quello di un sogno che resta tale e che è destinato a infrangersi andando in frantumi.

Francesco Del Grosso

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