Planes 2

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7.0 Awesome
  • voto 7

 Atterraggio morbido targato Disney

È una ricetta genuina” potrebbe dire Banderas affacciato al suo mulino bianco, con un morbido e saporito cuore di marketing e dolci scagliette di creatività. Il prossimo fine agosto atterreranno nelle sale gli aerei animati di Planes 2 – Missione antincendio che, rispetto al primo capitolo, hanno decisamente spiccato un bel volo qualitativo. Dusty, vincente aereo da corsa, subisce un danno al motore che gli preclude la partecipazione alle gare. Non perdendosi d’animo, il velivolo decide di entrare a far parte delle squadre aeree antincendio, al fianco del veterano Blade Ranger e del suo impavido team. “Questo è un film sulle seconde possibilità” dice il regista Bob Gannaway, la storia dell’atleta ferito, che deve ricucire il suo futuro. Nonostante la trama sia semplice e lineare, la pellicola si carica di un’intenzione molto forte perché parla ai bambini di seconde chance, rifiutando la classica confezione che premia il super eroe invincibile: “La vita non va sempre come te lo aspetti” recita Blade Ranger.
Perciò, nonostante i personaggi di Planes 2 siano freddi e metallici mezzi a motore, risultano più umani del previsto. La missione del film non finisce qui, perché lo staff Disney ha studiato a fondo i processi relativi alle imprese antincendio, costruendo un racconto fantastico, che getta le radici sulla realtà eroica di certi corpi specializzati: nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio cela un’analisi approfondita. Persino le inquadrature di volo sono state pianificate a tavolino, con l’aiuto di tecnici esperti, che hanno guidato la mano del regista e del suo team.
Elemento assai interessante è la ricostruzione del mondo, già sperimentata dal film Cars, a misura di motore. All’interno di questa conversione, gli stratagemmi adottati mettono il punto esclamativo sull’intelligenza creativa della Disney. “Per creare empatia è necessario avvalersi di naturalezza” afferma il regista, svelando il trucco circa l’assoluta verosimiglianza di aerei e macchine parlanti.  Proprio per questo motivo, le voci dei personaggi non scimmiottano inflessioni graziose e sdolcinate, ma restano su toni spontanei e personalità autentiche. Trattare con naturalezza un mondo del tutto innaturale apre le porte del plausibile, come insegna il teatro shakespeariano, in tutto e per tutto affidato alle capacità immaginative degli spettatori.
Passando all’analisi della colonna sonora, il compositore, Mark Mancina, ha cercato di mettere in evidenza il carattere ormai adulto del protagonista. Risulta molto suggestiva la scelta dei brani musicali, che arrivano a caricarsi di puro rock sulle note di Thundestruck degli AC\DC: “non credo esista un pezzo più energico di questo per dare la carica a una squadra prima di una missione anti incendio” commenta Gannaway, e d’altra parte non gli si può dar torto. Insomma si prevede un ottimo atterraggio per questa nuova pellicola Disney che, collocata strategicamente a fine agosto, certamente influenzerà gli acquisti scolastici di tutti i piccini.

Federica Bello

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