Oltre lo sguardo

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Quando le foto raccontano una storia

Milano, mattinata piovosa di un giorno infrasettimanale di aprile. Siamo nella prestigiosa cornice del ristorante Filippo La Mantia, Oste e Cuoco. L’occasione non è culinaria ma altrettanto gustosa e da non lasciarsi sfuggire, ossia quella di potere ascoltare e dialogare dal vivo con Gianmarco Chieregato, uno dei fotografi più amati e conosciuti nel mondo, intervenuto nel celebre e rinnovato locale meneghino per presentare alla stampa il volume fotografico dal titolo “Oltre lo sguardo”.
Al suo interno una raccolta di 200 ritratti, edita da Crowdbooks, di indiscussi protagonisti a livello internazionale, del mondo del cinema, tra i quali 17 Premi Oscar, della televisione, della moda, della cucina, del design, dello spettacolo e della musica. Ad accompagnare questa affascinante e magnetica galleria antologica una serie di prelibati aneddoti inediti che conducono per mano il lettore in un viaggio fisico e emozionale nel dietro le quinte degli scatti che la compongono. Perché dentro e dietro a ogni fotografia c’è sempre una storia, quella di chi vi è ritratto ma anche quella di chi l’ha scattata e di quell’ineffabile e per nulla scontata intesa che scocca fra l’autore e il suo soggetto. Ed è proprio da uno di questi aneddoti che ha preso il via l’incontro con Chieregato: “Ero andato a visitare il Cenacolo insieme ad un amico, Luca Arancini, il signore che ha poi deciso di finanziare il libro e di donare duecento copie alla LILT, Lega Italiana Lotta contro i Tumori, e ai quali andranno gli interi proventi. Entrando gli raccontai che in quello stesso luogo non molto tempo prima avevo realizzato uno scatto con George Clooney e il resto del cast di Monuments Men per la promozione e il lancio del film in Italia. Lo scopo era quello di ritrarre questo corposo gruppo di interpreti con il Cenacolo sullo sfondo. Non era una cosa semplice perché dovevo riuscire a mostrare bene sia loro che il celebre affresco. Preparai il set mettendo delle sedie, che erano le uniche cose a disposizione perché non si poteva introdurre nulla nella sala, e dopo poco arrivarono loro che le spostarono tutte. Andai in panico perché in realtà quelle sedie erano state messe ad arte per coprire degli elementi che altrimenti avrei dovuto eliminare in post-produzione. Ma come sempre quella che sembra una cosa complicata poi si risolve da sola anche grazie alla fortuna che ti viene in soccorso. Iniziarono, infatti, a scherzare tra di loro e la foto migliore fu proprio realizzata in quel momento di puro cazzeggio in cui sono stato bravo e veloce a catturare l’attimo giusto. Ascoltata questa storia, Arancini mi disse che se ne avevo delle altre simili sarebbe stato carino raccontarle”.
Questa dunque la genesi che ha portato poi alla nascita del volume che tra un ritratto e l’altro contiene ricordi da custodire gelosamente alla pari delle foto, con Chieregato che ha tenuto a precisarne la vera natura: “Nel libro è vero che ci sono piccole cose, ma non ho mai avuto pretese da scrittore perché ho sempre fatto fotografia. Si tratta piuttosto di brevi racconti o di frasi che servono a descrivere il carattere o la tipologia dei personaggi che ho incontrato da quando faccio questo mestiere, come ad esempio il ritratto di Michelangelo Antonioni che potete trovare nel libro. Ancora oggi è la foto che più mi emoziona e che ricordo con tanto affetto perché se io, come altri colleghi, facciamo questo lavoro è anche perché abbiamo visto il suo Blow-Up”.
E quello riguardante l’indimenticato cineasta ferrarese è solo uno dei tanti divertenti aneddoti, ma per scoprirlo e scoprirli l’unico modo è quello di acquistare il volume del quale l’autore ci ha voluto spiegare l’essenza del titolo: “Mi sforzo – e non sempre ci riesco – di fare un qualcosa che sia fuori dallo scontato, da quello che secondo me è banale, ma in generale tutta l’energia la metto nel trovare un’espressione o un gesto capace di renderlo diverso da come solitamente sono abituato a vedere quel personaggio. Da qui il titolo. Faccio l’esempio di Carlo Conti che io come noi tutti abbiamo sempre visto sorridente e positivo, per cui quello che ho provato a fare nel ritratto inserito nel libro è stato tentare di mostralo serio. Spero di averlo saputo rendere”.
Un’espressione piuttosto che un’altra che come abbiamo potuto sentire dalla voce di Chieregato ha fatto la differenza, così come la differenza la può o non può fare la tempistica e la conferma ce l’ha dato lo stesso fotografa raccontando un altro aneddoto: “Nasco dalla moda e nei primi anni sceglievo le foto in base ad una perfezione tecnica, facendo attenzione prevalentemente al posizionamento delle luci e alla resa degli abiti e delle modelle, quest’ultime il più delle volte immortalate con un viso privo d’espressione. In tal senso ho portato la mia esperienza nella moda nel ritratto e viceversa. Nel ritratto la foto deve parlare e raccontare qualcosa, altrimenti è inutile. Ho imparato a essere veloce quando all’inizio, invece, ero lentissimo e stavo sul set ore e ore per cercare la soluzione migliore. Ora per fare un ritratto spesso hai pochissimi minuti a disposizione e trovare il prima possibile l’espressione e il gesto che renda quell’immagine interessante e non solo bella è fondamentale. L’esempio che rende perfettamente l’idea la trovate nel libro ed è la foto di Sam Rockwell, per la quale ho avuto solo due minuti di tempo, scattata in un box di due metri per due durante la Mostra di Venezia”.
Insomma, “Oltre lo sguardo” è uno di quei volumi che non possono assolutamente mancare nella libreria di un appassionato di fotografia, ma anche in quella di chi come noi nutre da sempre il desiderio di scoprire cosa c’è dietro un bellissimo ritratto e dietro l’obiettivo della macchina che l’ha realizzato, in questo caso di un maestro come Gianmarco Chieregato, capace come pochissimi altri di restituire l’umanità e la naturalizza del soggetto di turno.

Francesco Del Grosso

Oltre lo sguardo
di Gianmarco Chieregato
2019 Edizioni Crowdbooks
270 pagine
45 euro

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