Old Henry

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7.0 Awesome
  • voto 7

Presente e passato

All’interno del ricco e variegato programma di questa 78° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia sorprende piacevolmente la presenza di un gustoso western. Già, perché, di fatto, quando la Tradizione viene omaggiata in modo piacevole e sentito, senza voler a tutti i costi strafare, è sempre una bella esperienza sedersi davanti a un grande schermo. Ciò è accaduto, ad esempio, anche durante la visione di Old Henry, appassionante western d’azione firmato Potsy Ponciroli, presentato Fuori Concorso, appunto, a Venezia78.

La storia, in realtà, è molto più semplice e universale di quanto si possa pensare. E di questo siamo molto contenti. Henry (impersonato da Tim Blake Nelson), dunque, è un agricoltore di mezza età che, rimasto vedovo da diversi anni, vive in una piccola tenuta insieme a suo figlio Wyatt (Gavin Lewis). Un giorno egli scopre il corpo di un uomo rimasto ferito da un colpo di pistola nei pressi di casa sua e decide di prestargli i primi soccorsi portandolo nella sua abitazione. L’uomo, tuttavia, ha con sé una borsa piena di denaro e ben presto si faranno vivi alcuni loschi individui che la reclameranno.
In Old Henry, dunque, Ponciroli abbraccia e rielabora il genere western, dando vita a un prodotto che vuol sì essere un omaggio a uno dei generi più amati nella storia del cinema, ma anche che vuole divertire, facendo vivere allo spettatore un’ora e mezza di gradita adrenalina. Non mancano, dunque, le sparatorie (qui messe in scena in modo pulito e senza volutamente prendersi troppo sul serio). Così come non mancano inaspettati colpi di scena, fortunatamente meno scontati e banali di quanto possa inizialmente sembrare.
Eppure, di fianco a una buona ricostruzione degli ambienti e al sapiente uso di un’unica location (la casa in cui vivono i due protagonisti, appunto), è soprattutto uno speciale rapporto padre-figlio a essere messo in primo piano. Un rapporto padre-figlio in cui entrambi hanno qualcosa da imparare l’uno dall’altro, in cui l’uno deve imparare a perdonare i suoi stessi errori e insegnare all’altro a non commetterli.
Potsy Ponciroli non punta a realizzare il grande film dell’anno. E in questo senso il suo Old Henry si è avvalso anche di un budget piuttosto ristretto. Eppure, nel suo piccolo, il film funziona. Funziona, diverte e fa ripensare con (non troppa) nostalgia ai grandi classici del passato. Un film che non necessita a tutti i costi di particolari virtuosismi registici, che si avvale di personaggi veri e mai stereotipati, che non cerca una (in questo caso) “forzata” eleganza stilistica, ma che rivela, al contempo, un approccio registico perfettamente in grado di gestire tempi e spazi.
Potsy Ponciroli non promette mare e monti e, soprattutto, non delude le aspettative. Ma, al contempo, ci sembra perfettamente conscio del fatto che un western frizzante e movimentato come questo suo Old Henry possa essere visto come una vera e propria boccata d’aria fresca in questa 78° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Marina Pavido

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