Nordic Film Fest 2019: bilancio

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Un grande successo per l’ottava edizione

Domenica 5 maggio si è conclusa, presso la Casa del Cinema di Roma, l’ottava edizione del Nordic Film Fest. Un appuntamento, il presente, che sin da subito ha attirato un gran numero di spettatori, dato l’indubbio appeal dei lungometraggi – e cortometraggi – selezionati, e anche – e soprattutto – perché tale cinematografia purtroppo viene spesso penalizzata da una distribuzione che raramente punta al nuovo e alla scoperta di nuovi linguaggi.
La manifestazione, che ha avuto luogo dal 2 al 5 maggio, appunto, è stata organizzata dalle quattro ambasciate nordiche in Italia, in collaborazione con l’Ambasciata di Islanda di Parigi e i Film Institutes dei rispettivi paesi e con il patrocinio del Comune di Roma e della Regione Lazio.

Tema di quest’anno: “borders/confini”, in modo da vedere più da vicino una delle questioni più spinose e attuali riguardanti l’Europa di oggi. A tal proposito, una ricercatissima selezione ha visto come film d’apertura il lungometraggio Becoming Astrid, realizzato dalla regista Pernille Fischer Christensen, incentrato sulla vita della scrittrice Astrid Lindgren, creatrice di Pippi Calzelunghe, e già presentato in anteprima mondiale alla Berlinale 2018.
Ogni giorno, attori e registi hanno incontrato il pubblico, al fine di approfondire i lavori svolti, per una serie di proiezioni che hanno visto, tra l’altro, l’anteprima italiana di lungometraggi come Void di Aleksi Salmenperä, The Lion Woman di Vibeke Idsøe, Goliath di Peter Grönlund, The Charmer di Milad Alami, la replica di pellicole già uscite in sala come l’innovativo Border – Creature di confine di Ali Abbasi, Cosa dirà la gente di Iram Haq e La donna elettrica di Benedikt Erlingsson, oltre alla proiezione di ben quattro cortometraggi e della fortunata web serie norvegese Skam, per una conclusione che ha visto la presentazione in anteprima italiana dell’importante lungometraggio A Fortunate Man, ultima fatica del celebre cineasta danese Bille August.
In poche parole, ce n’è stato davvero per tutti i gusti. E il pubblico pare aver apprezzato non poco. Basti pensare anche soltanto alle lunghe, lunghissime code all’ingresso della Casa del Cinema, al fine di poter assistere alle proiezioni organizzate. Un fenomeno, il presente, che, in un’epoca in cui, purtroppo, sono in molte le sale cinematografiche a chiudere per sempre i battenti, ci fa capire che il cinema – così come la voglia di scoprire il nuovo – è un’arte che, ancora oggi, in un’epoca in cui tramite internet ogni prodotto cinematografico è alla portata di tutti, continua a esercitare un fortissimo fascino su spettatori di tutte le età. A dimostrazione del fatto che la sala – con il suo grande schermo e il suo necessario buio – luogo in cui la settima arte ha preso vita, si dimostra ancora oggi l’ambiente ideale per emozionarsi davanti a pellicole provenienti da ogni paese.

Marina Pavido

Riepilogo recensioni dal Nordic Film Fest 2019

Lungometraggi

Becoming Astrid di Pernilla Fischer Christensen

Void di Aleksi Salmenperä

The Lion Woman di Vibeke Idsøe

Goliath di Peter Grönlund

Unknown Soldier di Aku Louhimies

One Last Deal di Klaus Häro

The Charmer di Milad Alami

Border – Creature di confine di Ali Abbasi

Cosa dirà la gente di Iram Haq

Woman at War – La donna elettrica di Benedikt Erlingsson

A Fortunate Man di Bille August

Going West di Henrik Martin Dahlsbakken

Documentari

Every Other Couple di Mia Halme

Astrid di Kristina Lindström

 

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