Non escludo il ritorno

0
7.0 Awesome
  • voto 7

Caduto e risorto

L’uscita in Dvd diventa l’occasione giusta per parlare di Non escludo il ritorno, il biopic che Stefano Calvagna ha dedicato al compianto Franco Califano. Messe da parte le polemiche che lo scorso anno infiammarono la conferenza stampa della nona edizione dell’ormai ex Festival di Roma (tornato nel frattempo a chiamarsi Festa con la nuova direzione Detassis-Monda), che vide l’esclusione della pellicola dal programma ufficiale da parte del Comitato scientifico all’epoca presieduto da Marco Müller, Non escludo il ritorno (e il suo autore) si prende la sua piccola rivincita trovando spazio nel mercato home video nostrano grazie alla CG Entertainment. Per il lancio, lo scorso 6 ottobre, l’etichetta toscana ha organizzato una presentazione a La Feltrinelli di Via Appia Nuova in quel di Roma, alla presenza di alcuni componenti del cast e dello stesso regista che, accompagnato dalla band dei The Core, ha regalato ai presenti una compilation in versione acustica dei grandi successi del Califfo. Il tutto moderato dal critico cinematografico Francesco Lomuscio che, sulle pagine di FilmUp, aveva definito la suddetta opera: “la più riuscita tra quelle firmate da Calvagna”. Noi di Cineclandestino la pensiamo allo stesso modo, posizionandola un paio di gradini sopra a quella che fino a questo momento ritenevamo la sua prova migliore in una filmografia piuttosto discontinua, ossia Il peso dell’aria.
L’arma in più di Non escludo il ritorno è, a nostro avviso, quel mix di sincerità, affetto, nostalgia, emozioni e romanticismo, che ha permesso al film di sfiorare le corde del cuore dello spettatore, facendo passare in secondo piano le imperfezioni tecniche e narrative, a cominciare dalle concatenazioni non sempre fluide tra una scena e l’altra, per finire con la presenza di digressioni e di una certa dose di ripetitività nella costruzione dell’architettura. La narrazione restringe il proprio arco temporale agli ultimissimi anni di vita del cantante, drammaturgicamente riassunti in alcune fasi salienti come la scoperta della malattia, gli storici concerti sold out al Sistina e la cocente delusione per l’ultimo posto conquistato con il brano “Napoli” al Festival di Sanremo del 1994. Ci si muove così palleggiando in un continuo in and out tra le mura domestiche e i palcoscenici, grandi e piccoli che siano. Questo consente a Calvagna di creare un equilibrio tra il Franco pubblico e quello privato, con un occhio di riguardo al secondo aspetto.
Il risultato è una pellicola lontana dall’essere perfetta, ma di certo non era la perfezione ciò che Calvagna inseguiva, bensì la possibilità di rendere il giusto tributo al protagonista. Il regista e attore capitolino mette la sua firma su un’opera semplice, onesta e molto sentita. Ciò traspare da ogni fotogramma posizionato con attenzione, rispetto e delicatezza sulla timeline. Ma il merito più grande che va riconosciuto al film è quello di aver raccontato un lato inedito del celeberrimo paroliere, mostrando per la prima volta gli aspetti più intimi del suo carattere, compresi la sua estrema generosità e la sua voglia di vivere. Le vicende giudiziari, l’esperienza carceraria, gli eccessi del passato e la parodia legata al suo essere un dichiarato latin lover, sono aspetti che qui non trovano volutamente alcuno spazio (per quelli rimandiamo al documentario Noi di settembre di Stefano Veneruso). Il protagonista di Non escludo il ritorno è un uomo che si trova a fare i conti con la malinconia, la noia, la solitudine, le fragilità e le paure, figli legittimi di un’anima ancora sconosciuta al grande pubblico, che aveva tenuto per sé e per gli amici più intimi. Nonostante le avversità resta, però, una persona capace di affrontare la vita con coraggio e con la sua tipica goliardia. Quest’ultima fa da controcampo, insieme alla colonna sonora composta da una serie di hit del Califfo (da “Minuetto” a “La mia libertà”, passando per “Tutto il resto è noia”), alla componente drammatica del racconto, offrendo al fruitore anche la possibilità di ridere e sorridere. A questo contribuisce in maniera determinante la performance davanti la macchina da presa di Gianfranco Butinar, al quale spetta il compito non facile di calarsi nei panni di Califano, lui che da anni ha deciso di imitarlo. Gli occorre però qualche scena per spogliarsi dalla veste di imitatore, ma alla fine la sua interpretazione si fa vera e credibile.
Non resta, dunque, che acquistare il dvd per constare di persona se ciò che abbiamo affermato risponde a verità oppure no. E visto che ci siete non dimenticate di approfondire la visione con i contenuti extra, a cominciare dal prezioso backstage nel quale Calvagna & Co. ci conducono per mano sul set, per chiudere in bellezza con l’intervista realizzato all’attore Michael Madsen, tra le guest star presenti nel film. Tutto il resto è noia!

Francesco Del Grosso

Non-escludo-il-ritorno-cover  Non escludo il ritorno

  Regia: Stefano Calvagna Italia, 2014 Durata: 96′

  Cast: Gianfranco Butinar, Enzo Salvi, Nadia Rinaldi

 Lingue: Italiano Dolby Digital 5.1 Sottotitoli: Italiano per non udenti, Inglese  Formato: 16/9 – 2,35:1

Extra: backstage, galleria fotografica, intervista a Michael Madsen

Distribuzione: CG Entertainment

Leave A Reply

tre × 5 =