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Nolite timere

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VOTO: 7

“Non temete”: l’eredità spirituale di Papa Celestino V

La seconda edizione di Indiecinema Film Festival, presentando all’interno del Concorso Documentari Siate pronti – Le chiavi di Papa Celestino V di Luca Anthon e Giuseppe Tandoi, ha voluto promuovere il più possibile questa rilettura così interessante sul piano storiografico, filosofico e spirituale di una figura assolutamente da riscoprire, quella del santo eremita Pietro da Morrone, che per un breve ma significativo periodo fu Papa con il nome di Celestino V.
Sulla scia della proiezione festivaliera avvenuta il 12 dicembre scorso al Caffè Letterario di Via Ostiense, Roma, mercoledì 22 febbraio tale titolo verrà proposto ancora una volta nella capitale presso il Circolo ARCI Arcobaleno alla Garbatella, durante un evento che si svolgerà a partire dalle ore 19.30; allorché, nel corso di una lunga, intensa serata, assieme alla docu-fiction realizzata in Abruzzo nel 2021 (e introdotta per l’occasione dal co-autore Giuseppe Tandoi) verrà proiettato anche – ma Fuori Concorso – un diverso lavoro cinematografico, che il regista ospite qui di Indiecinema aveva parimenti incentrato nel 2013 sulla biografia di Celestino V. Nolite timere, questo il titolo del precedente e così colto documentario. Sempre interpretato, peraltro, da uno straordinario Lino Capolicchio!

In Nolite timere – L’insegnamento di Papa Celestino V era quindi già stata affrontata la storia di questo santo dimenticato, così da riscoprirne però soprattutto la vita e le opere prima dell’elezione a Papa. Incantevole è il modo in cui, tra brevissimi frammenti di fiction e tante altre scene girate documentando luoghi che a volte sembrano essersi fermati al Medio Evo, le vicende agiografiche, le più disparate cronache del tempo, il successivo processo di canonizzazione e stili di vita relegati ormai a un passato lontano vengono raccontati allo spettatore. Si ha quasi l’impressione di visitare in prima persona quegli eremi situati in Abruzzo o in altre località dell’Italia appenninica, di entrare in una cella monastica assieme a Pietro da Morrone, di assistere alle diatribe religiose dell’epoca o a eventi miracolosi, mentre l’autore ci guida in questa accurata rievocazione storica. La vocazione avuta da giovanissimo. Le modeste origini famigliari. La vita da eremita. I complessi rapporti col mondo ecclesiastico più istituzionalizzato. I tanti prodigi a lui attribuiti. Le amicizie con regnanti e con alti prelati sedotti dalla natura semplice ma profonda del suo pensiero. L’emergere della sua figura in un periodo di crisi profonda, per la Chiesa di Roma. Tutto analizzato e narrato con cura, fino ad includere verso l’epilogo riprese documentarie di quella Perdonanza Celestiniana, primo Giubileo della Storia, che rappresenta senz’altro uno dei suoi lasciti più duraturi, importanti.

Stefano Coccia

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