Noir in Festival 2021: presentazione

0

Accendi un “Diabolik” in me

Sono trascorsi appena nove mesi da quando è andata in scena un’inedita edizione virtuale del Noir in Festival, la trentesima della sua storia, ed eccoci nuovamente a parlare della kermesse lombarda co-diretta da Giorgio Gosetti, Marina Fabbri e Gianni Canova. Festeggiamenti, questi, rovinati dalle note cronache pandemiche che hanno di fatto impedito il regolare svolgimento in presenza nel dicembre del 2020 a favore di una versione online posticipata nel marzo scorso. Motivo per cui in questa annata la manifestazione ha proposto al pubblico meneghino un duplice appuntamento, con il secondo che a differenza del primo si svolgerà dal vivo dal 10 al 15 dicembre.
Per la sua 31esima edizione, il festival dedicato al cinema e alla letteratura noir e alle sue diverse sfumature si rifà il trucco, affidando l’immagine ufficiale a Marco Galli, e riconquista la sala approdando al Multisala Gloria Notorious Cinemas. Qui nel corso della sei giorni milanese saranno proiettate le pellicole selezionate in e fuori concorso, ad eccezione del film di chiusura, l’attesissimo Diabolik di Marco e Antonio Manetti, ospitato al Cinema Odeon. L’apertura invece sarà affidata all’ammaliante e criptica opera terza di Lucile Hadzihalilovic dal titolo Earwig, già vincitrice del Premio speciale della giuria al 69° Festival di San Sebastian. La pellicola della cineasta francese, autrice tra gli altri di Evolution, darà il via a una competizione che vedrà un variegato settebello contendersi l’ambito Black Panter Award per il miglior lungometraggio. Tra questi figura il thriller soprannaturale The Innocents dello sceneggiatore e regista norvegese Eskil Vogt, l’opera prima di Massimo Donati tratta dal suo romanzo omonimo Diario di spezie e il crudo noir Inexorable del belga Fabrice Du Welz conBenoît Poelvoorde. A decretare il miglior film sarà una giuria internazionale composta dall’attrice Silvia D’Amico, prossimamente nella serie TV diretta da Gabriele Muccino A casa tutti bene in onda su Sky dal 20 dicembre, l’attore, regista e sceneggiatore spagnolo Raúl Arévalo, l’attore e regista polacco Jerzy Stuhr, noto per i suoi lavori teatrali e per aver lavorato con alcuni grandi registi del calibro di Andrzej Wajda e Krzysztof Kieslowski.
Competitiva è anche la line up della vetrina dedicata alla produzione di genere nostrana con i sei finalisti del Premio Caligari, proiettati sullo schermo della Sala dei 146 del quartier generale del festival nel campus di IULM. Tra i film in gara ci sono La terra dei figli di Claudio Cupellini, Calibro 9 di Toni D’Angelo e Un confine incerto di Isabella Sandri. Altro appuntamento fisso è il Premio Svizzeretto, che ogni anno segnala un autentico “maverick” del cinema italiano. Stavolta la scelta è caduta su Antonio Capuano, recentemente in sala con Il buco in testa, al quale al direzione artistica ha voluto dedicare uno speciale omaggio riproponendo un tris di pellicole da lui firmate: Pianese Nunzio – 14 anni a Maggio (1996), Luna rossa (2001) e L’amore buio (2010).
Non possono mancare ovviamente gli eventi speciali, che quest’anno saranno quattro. Oltre al già citato film dei Manetti bros. incentrato sulle gesta del celebre personaggio dei fumetti, creato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani, il cartellone proporrà anche le proiezioni dell’horror britannico Censor di Prano Bailey-Bond, la black-comedy Nimby – Not in My Back Yard del finlandese Teemu Nikki e Vesuvio di Giovanni Troilo, un lavoro tra documento e visionarietà che porta l’ombra lunga della catastrofe in uno dei territori più suggestivi e inquietanti d’Italia, sulle pendici del vulcano.
Per quanto riguarda la programmazione letteraria, che avrà come palcoscenico prestigioso il Teatro Filodrammatici di Milano, il Raymond Chandler Award, un vero “Nobel” della scrittura di genere, sarà assegnato a un autore come Guillaume Musso, nato negli anni ’70 e già acclamato in tutto il mondo. Insieme a lui altri pesi massimi della narrativa internazionale come Hervé Le Corre e Franck Thilliez e campioni riconosciuti del giallo e nero italiano: dal decano Loriano Macchiavelli a Carlo Lucarelli, da Donato Carrisi a Maurizio De Giovanni e Simona Vinci. Per finire in bellezza con i cinque finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco, con voci originali come quelle di Lisa Jewell e Mariolina Venezia, o inedite come quelle di Stefano Vicario e Alex Michailides.

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni per sezioni della 31esima edizione del Noir in Festival

Concorso

Earwig di Lucile Hadzihalilovic

Diario di spezie di Massimo Donati

The Innocents di Eskil Vogt

Inexorable di Fabrice Du Welz

Fuori Concorso

Nimby – Not in My Back Yard di Teemu Nikki

Diabolik di Marco e Antonio Manetti

Premio Claudio Caligari

La terra dei figli di Claudio Cupellini

Calibro 9 di Toni D’Angelo

A Classic Horror Story di Roberto De Feo e Paolo Strippoli

Leave A Reply

5 × 5 =