Modalità aereo

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5.5 Awesome
  • voto 5.5

Chi trova un cellulare, trova un amico

Spento l’incendio divampato nel novembre del 2017 e con esso la bufera mediatica che tanto ha dato da scrivere e parlare alle due fazioni in campo, quelle dei colpevolisti e degli innocentisti, archiviate in sede giudiziaria le accuse di molestie a suo carico perché «il fatto non sussiste», Fausto Brizzi è potuto tornare sul set a distanza di quasi due anni da Poveri ma ricchissimi per firmare la dodicesima fatica dietro la macchina da presa. Per farlo è sceso nuovamente in pista nel vero senso della parola, per la precisione su quelle di decollo e atterraggio di un aeroporto, con il film dal titolo Modalità aereo, nelle sale con 01 Distribution a partire dal 21 febbraio. Un film, questo, che ricorda per certe dinamiche la sua storia e attraverso il quale, leggendo tra le righe dei dialoghi, della morale (un tweet può rovinarti la vita e ti salva l’amicizia) e degli sviluppi drammaturgici e narrativi, il regista e sceneggiatore ha voluto togliersi più di un sassolino dalle scarpe con una serie di stilettate e affondi di fioretto.
Quella di Brizzi ovviamente non può non essere ancora una volta una commedia, perché su di essa ha costruito la sua carriera. Attraverso i toni e i colori del genere in questione ha dato forma e sostanza ad una pellicola che parla della rinascita di un uomo dopo una rovinosa caduta. Il suo nome è Diego Gardini, un imprenditore vinicolo bello, ricco e famoso. Tutta la sua vita è dentro un cellulare di ultima generazione. Ivano pulisce i bagni dell’aeroporto, non è bello, non è ricco, non è famoso. Un giorno, poco prima di imbarcarsi su un volo per Sydney (24 ore di volo), Diego dimentica il telefonino nella toilette vicino al gate. Ivano lo trova ma non lo restituisce. Ha un giorno di tempo per cambiare in meglio la sua vita, utilizzando il telefonino di Diego. Dopo quelle fatidiche ore trascorse in “modalità aereo”, le vite di entrambi non saranno più le stesse.
Non ci vuole poi tanto a capire dove lo script andrà a parare, ma lasciamo comunque alla visione il compito di svelare allo spettatore di turno come le esistenze di Diego e Ivano cambieranno dopo essere inizialmente entrate in rotta di collisione. Temi e messaggi più o meno subliminali sono prevedibili e di facile lettura, di conseguenza da analizzare non resta che il modus operandi di Brizzi & Co. per mettere in scena e in quadro la suddetta storia. Irrinunciabile per il cineasta capitolino è l’elemento nostalgico e vintage, qui presente sotto forma di presepe tempestato di Playmobil e duetti old style sulle note di “Amico è” e “Boys”, quest’ultimo eseguito dalla stessa Sabrina Salerno. Elemento che va a spalmarsi in una timeline che a conti fatti risulta spaccata in due macro-blocchi narrativi ben distinti e discontinui in termini di resa, con una prima parte poco brillante ed efficace, al contrario di una seconda dal retrogusto vagamente heist movie capace di regalare qualche gag riuscita e divertente (vedi la riunione con i cinesi per la vendita dell’azienda). Peccato perché l’idea alla base del plot aveva le carte in regola per offrire alla platea molto ma molto di più.

Francesco Del Grosso

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