Mio fratello rincorre i dinosauri

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7.0 Awesome
  • voto 7

Scoprirsi “supereroe”

«Ogni famiglia ha un posto per i discorsi importanti». Quello dei Mazzariol è il parcheggio di un supermercato. Dovranno trascorrere un po’ di minuti prima di scoprire quale sia il significato connesso a quel luogo; certo nell’impatto appare quasi bizzarro e ci strappa già un primo sorriso. Mio fratello rincorre i dinosauri è tratto dal bestseller di Giacomo Mazzariol, il quale a diciannove anni è riuscito a mettere nero su bianco la storia che lo toccava personalmente. «Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire “supereroe”. Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sì, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l’adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era così sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico» racconta nel libro l’autore (edito da Einaudi). La trasposizione cinematografica porta la firma di Stefano Cipani (all’esordio sulla lunga distanza) il quale è riuscito a suonare perfettamente le corde dolci e divertenti di questo romanzo di formazione, avvalendosi anche di un cast solido, capitanato da due interpreti del calibro di Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese nei panni dei genitori e di Rossy De Palma in quello della zia. Accanto a loro tanti giovanissimi interpreti, a partire dall’ottimo Francesco Gheghi nel ruolo del protagonista; mentre Antonio Uras e Lorenzo Sisto incarnano Gio (rispettivamente da piccolo e da adolescente). Tra i giovani attori figurano anche Gea Dall’Orto, Mariavittoria Dallasta, Edoardo Pagliai, Saul Nanni, Gabriele Scoperl.
Il film mantiene coerentemente il punto di vista di Giacomo – il che permette una maggiore empatia nell’ottica spettatoriale – approfondendo giustamente tutte le altre voci. Uno dei pregi di questa storia e del modo in cui viene narrata sta nel non nascondere paure, difficoltà e fragilità nelle reazioni dei vari componenti della famiglia – e non solo – alla scoperta della sindrome di down. «Come farà a vivere?» si interroga la mamma, con la perplessità e la preoccupazione di chi si trova di fronte qualcosa a cui non era preparato e il bello è che sono proprio la quotidianità e lo stesso Gio a darle la risposta, attraverso le sue qualità – «genialità e intensità». Mio fratello rincorre i dinosauri ha la capacità di sviluppare adeguatamente varie direzioni, dagli innamoramenti adolescenziali alla scoperta dell’amicizia (molto bravo Roberto Nocchi che incarna Vitto, l’amico di una vita di Jack), senza dimenticare l’interessante elemento dell’attenzione nei confronti del pianeta (messaggio affidato a una ragazza, Arianna/Arianna Becheroni, che suona fuori dal coro rispetto ai suoi coetanei).
«Sono stato volutamente crudo, coinvolgendo lo spettatore nella profonda instabilità del reale e al contempo, leggero, provocando il fantastico, delineando un mondo vintage, country, ai confini del surreale. Fonte d’ispirazione sono le commedie indipendenti americane, da Wes Anderson a i Daniels, le commedie surrealiste di Jean Pierre Jeunet, Michel Gondry e il cinema di Hayao Miyazaki», ha spiegato il regista.
Non è semplice porre tanta carne al fuoco e rappresentare illusioni e disillusioni senza scadere nello scontato. Il lungometraggio in questione riesce ad aggirare i rischi e il merito crediamo vada in primis all’onestà e alla veridicità insite nella storia. La chiave della commedia si rivela quella più idonea per veicolare una riflessione sull’altro che va oltre la questione dell’essere down. Si torna a casa con una grande energia e un’ammirazione non catalogabile verso i protagonisti. L’affetto che passa tra loro (contando anche gli errori e le reazioni istintive di Jack, tra cui la più clamorosa) è così tangibile che lo si vorrebbe afferrare e portare a casa con sé, provando a scacciare così il cinismo imperante.
Mio fratello rincorre i dinosauri è stato presentato come evento speciale alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia 2019 ed è in uscita nelle nostre sale dal 5 settembre.

Maria Lucia Tangorra

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